Usa, Mike Pompeo al Cairo: "Iran è nemico del Medio Oriente"

Prospera Giambalvo
Gennaio 11, 2019

"L'America non dovrà più vergognarsi di niente".

Ma l'attenzione di Pompeo era rivolta soprattutto contro un altro nemico, che per gli Usa appare oggi di certo prioritario rispetto al Daesh; e che secondo il segretario di Stato dovrebbe essere ritenuto tale dall'intero Medio Oriente.

"Lavoriamo per fermare le esportazioni petrolifere dell'Iran, affinché scendano a zero", ha dichiarato il capo della diplomazia Usa.

Quello che ai conservatori proprio non andò giù fu soprattutto il fatto che Obama sembrò incolpare e quasi chiedere scusa a nome degli americani per i conflitti degli anni precedenti, a partire dalla guerra in Iraq. Che serviva un nuovo inizio. "I risultati di questo errore di giudizio sono stati disastrosi". E circa il modo in cui intenda contrastare l'influenza che l'Iran - principale alleato regionale del clan Assad - esercita sulla Siria, Pompeo è stato molto chiaro: "fin quando l'ultimo soldato iraniano resterà in Siria - ha detto - dagli Stati Uniti non arriverà un dollaro per la ricostruzione post-bellica".

La reazione di Teheran al discorso di Pompeo non s'è fatta attendere: "Ogni volta e ovunque gli Stati Uniti si mettono in mezzo seguono caos, repressione e risentimento", ha twittato il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, uno degli artefici dello storico accordo sul nucleare fortemente voluto da Barack Obama e ripudiato da Donald Trump.