Cristiano De André: Successo per il tour

Cristiano De André: Successo per il tour "Storia Di Un Impiegato"

Quintino Maisto
Gennaio 10, 2019

Venerdì prossimo, 11 gennaio, si compiranno i vent'anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, avvenuta a Milano nel 1999.

Questo sabato ci sarà il primo evento dell'anno 2019 della SENZA FRONTIERE ONLUS, che insieme a l'Associazione Culturale Artemista e Sala Teatro Vittoria, evento nell'ambito della Officina Culturale Regione Lazio Artemista Seconda Annualità Stagione 2018 2019, con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André Onlus (fabriziodeandre.it), propongono un evento eccezionale per ricordare Fabrizio De André nel ventennale dalla sua scomparsa: A Filar Versi- FABER e il Medioevo.

A neppure 59 anni De Andrè ci ha lasciato un'eredità artistica inestimabile, a partire da brani come La canzone di Marinella, ballata scritta da adolescente e portata al successo anni dopo da Mina, Il gorilla, tradotta da uno dei capolavori di Georges Brassens, Il pescatore, trasformata nel celebre concerto con la Pfm, La guerra di Piero, scippata a Liberovici e Italo Calvino e diventata inno antimilitarista e perfino sigla televisiva di documentari di guerra, e poi Bocca di rosa, dedicata a una prostituta realmente esistita (tale Liliana Tassio, morta nel 2010 a 88 anni a Sampierdarena) che lo faceva non per soldi ma "per passione". Certo oggi la mancanza del pensiero di De André si fa più acuta. E poi?. Tu prova ad avere un mondo nel cuore, e non riesci ad esprimerlo con le parole. Sono passati vent'anni dalla morte del cantautore "che ha fatto la storia" di Genova, che ha organizzato una serie di eventi in suo ricordo.

A coordinare il tavolo dei testimonial Ilaria Cavo, assessore regionale alla Cultura e la professoressa Margherita Rubino, in quanto ideatrici dell'evento e del progetto "La Casa dei Cantautori", che sorgerà nel complesso monumentale dell'Abbazia di San Giuliano, già finanziato dal Mibac, dove De André avrà un ruolo e uno spazio fondamentale. "Un itinerario capace di emozionare e attrarre differenti generazioni di pubblico".

Cristiano De André, unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano, ha attinto dall'immenso repertorio di Fabrizio rileggendo il disco del 1973 sempre più attuale, un concept album sugli anni di piombo e sulla speranza di costruire un mondo migliore. Sarà un pomeriggio di ricordi, emozioni, musica, parole e anche qualche improvvisazione.

Un tributo, quindi, che non vuole essere retorico e banale, ma che abbracci le diverse sfaccettature del personaggio De Andrè, nel rispetto della sua poliedricità culturale.

La giornata in memoria di Fabrizio De André inizierà fin dalle ore 11 con una proiezione continua del materiale video, curato dal giornalista Vincenzo Mollica per la grande mostra allestita proprio a palazzo Ducale nel 2009: per quel giorno rivivrà una parte di questa mostra con proiezioni di interviste, apparizioni tv, concerti.