Usa: condannato a morte suicida in cella

Usa: condannato a morte suicida in cella

Prospera Giambalvo
Gennaio 8, 2019

Voleva farla finita, soprattutto dopo che la sua sentenza di morte è stata rinviata per ben due volte.

Ciò nonostante, la sua esecuzione era stata sospesa per due volte all'ultimo minuto, nel novembre del 2017 e nel luglio del 2018, a seguito di un ricorso della casa farmaceutica Alvogen contro l'utilizzo di farmaci di sua produzione nel cocktail letale somministrato ai condannati a morte.

L'assassino, che altre volte aveva tentato il suicidio, non si è mai difeso, ha accettato la pena capitale e più volte ha espresso la volontà di porre fine alla sua vita al più presto: meglio che restare in carcere tutta la vita, diceva. Quel tipo d'iniezione, infatti, gli avrebbe causato la morte per soffocamento mentre era ancora in condizioni di coscienza. In attesa di una nuova esecuzione, e con il dubbio di un terzo rinvio, il detenuto ha deciso di "fare da sé" e si è suicidato impiccandosi nella sua cella. "Fatelo, fatelo rapidamente e smettetela di litigare", aveva poi dichiarato in un'intervista lo scorso agosto, dopo che il giudice aveva nuovamente bloccato l'esecuzione.