Parte onda verde: nella manovra incentivi alle auto elettriche

Parte onda verde: nella manovra incentivi alle auto elettriche

Bruto Chiappetta
Dicembre 9, 2018

Lo prevede un emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera, che introduce contestualmente anche una tassa per chi invece acquista auto inquinanti.

"Oggi abbiamo raggiunto un grande primo traguardo per un futuro a mobilità sostenibile", ha scritto su Facebook il sottosegretario M5S ai Trasporti Michele Dell'Orco.

L'emendamento che prevede incentivi a auto elettriche ha un'altra faccia della medaglia: per le auto nuove ci sarà un aggravio in relazione alle emissioni. La tassa va da 150 a 3.000 euro.

"Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata: allo stato attuale, per esempio, da un punto di vista applicativo, non è chiaro con quale tipo di procedure omologative vengano calcolati i valori di CO2, considerate le diverse norme esistenti in materia (NEDC, NEDC correlato, WLTP) e gli sviluppi che avranno nel 2019". "Dal 1 gennaio 2019 e per i successivi tre anni - spiegano i due esponenti del Governo - chi acquisterà e immatricolerà in Italia un'autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro". Attraverso questo meccanismo, insomma, diventerà sempre più conveniente acquistare vetture meno inquinanti contribuendo al miglioramento della qualità dell'aria delle nostre città.

SINDACATI. È chiara la ratio del provvedimento, agevolare l'acquisito di elettriche e ibride, ma il percorso è davvero fuori da ogni logica, tecnica, economica e di sistema. "Ci saranno fino a 6 mila euro di incentivi per l'acquisto di un'auto elettrica". Piccole penalità, invece, riguarderanno i modelli di segmento B con le versioni più diffuse che rientrano ancora nella zona neutra, ma con quelle di punta, nella maggior parte dei casi a benzina, che dovranno fare i conti con lievi penalizzazioni sforando i 110 g/km ma rimanendo entro i 120. Incentivando i veicoli a prezzo più alto e tassando le automobili più popolari non assolviamo i ritardi dei produttori: "queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori", commenta Marco Bentivogli.

"Gli investimenti già programmati verranno messi in discussione, e le ripercussioni saranno pesantissime per l'occupazione", sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim.

E se per una volta anche l'Italia decidesse di portare avanti una protesta come quella francese dei gilet gialli, magari solo più civile?