Gilet gialli, il governo offre la tregua dimensione font +

Gilet gialli, il governo offre la tregua dimensione font +

Prospera Giambalvo
Dicembre 8, 2018

Per la quale, comunque, ha votato più di un francese su tre, pareggiando con l'attuale Presidente in una città tradizionalmente cosmopolita e multietnica come Nizza, che nei mesi estivi diventa una specie di succursale della Capitale.

"Se la maggioranza non è riuscita a convincere i francesi, vuol dire che dobbiamo cambiare qualcosa; bisogna essere ciechi e sordi per non sentire la rabbia della piazza". "Nessuna tassa merita di mettere in pericolo l'unità della nazione", ha precisato Philippe, confermando la moratoria di 6 mesi dell'aumento delle accise sul carburante e appellandosi allo stop delle violenze. I Gilet Gialli protestano contro tutta la politica fiscale nazionale in generale, considerata fortemente penalizzante verso i ceti produttivi e quelli popolari e socialmente più deboli, ed ancor più contro il regime di austerità che vige nel paese, partner debole del cosiddetto "Asse Franco-Tedesco", e pertanto sotto osservazione da parte del ben più forte coniuge tedesco.

Quanto sia complicato dare segni concreti, lo dimostra il fatto che alla cruda richiesta di "pognon", di grana, da parte dei gilet gialli in rivolta, il leader ha risposto con la promessa di "un'attenuazione opaca delle tasse sui carburanti".

"Per le minacce il governo mobilita ulteriori forze che si aggiungono ai 65mila dipendenti dei servizi di sicurezza, che sono stati coinvolti in tutta la Francia", ha dichiarato.

Una è il carattere verticistico del sistema fondato da De Gaulle nel 1958, che trasforma il presidente in "un uomo solo", circondato da una tecno-burocrazia, reclutata nell'Ecole nationale d'Administration (la famosa Ena), poco predisposta a dialogare con la società e con i corpi intermedi, che poi in Francia sono sempre stati deboli, e oggi non esistono quasi più.

"Siamo contenti di aver trascinato l'esecutivo a questo punto, ma non basta".

E sui social francesi dilaga la polemica sulla foto di un soldato armato di fucile su un tetto nella zona dell'Arco di Trionfo mentre sono in corso gli incidenti di sabato scorso con i gilet gialli.

Per incamminare la Francia in questa direzione, il Presidente ha deciso un innalzamento delle assise sui carburanti. "Ci chiediamo quanti morti e feriti ci vorranno prima che Emmanuel Macron ascolti la collera del popolo...". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

"I francesi non sono uccellini e non si accontentano delle briciole concesse dal governo, vogliono la baguette", dice Benjamin Cauchy, uno dei tanti portavoce più o meno improvvisati che in questi giorni parlano a nome di tutto il movimento.