Charlotte Prodger è la vincitrice del Turner Prize 2018

Quintino Maisto
Dicembre 8, 2018

E se il film girato con lo smartphone vincesse anche un premio?

Il film, ambientato nelle fredde campagne scozzesi, narra un anno di vita di una donna gay tra le steppe ventose del Nord, impegnata tra disparità sociali, discriminazioni e possibilità mancate.

È un premio, quello di ieri sera, che mette fine ad alcune vecchie e chiuse mentalità. Il cortometraggio, di 33 minuti, è un video poetico, introspettivo e personale, in cui l'artista esplora la sua identità queer.

In modo totalmente insolito la giuria del Turner Prize, in questa edizione, riserva l'assegno da 25 mila sterline ad una arte visiva cinematografica, che tratta temi non convenzionali e di tabù sociale. Per di più ad l'opera è stata interamente realizzata con un semplice iPhone.

L'artista, nata a Bournemouth nel 1974 e formatasi alla Goldsmiths di Londra e alla Glasgow School of Art, si è aggiudicata l'assegno di 25mila sterline, che le è stato consegnato durante una cerimonia nella galleria della Tate Britain di Londra, presentata dalla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie.

Il concorso è stato in passato un trampolino di lancio per Gilbert and George (1986), Anish Kapoor (1991), Damien Hirst (1995), Steve McQueen (1999), Grayson Perry (2003), nonché Tracey Emin, che pur non avendo mai vinto si impose con il suo letto sfatto nel 1999.

La premiazione simboleggia soprattutto la teoria che 'l'arte è rivolta ed è aperta a tutti'.