Dopo le scuse del padre, Di Maio liquida l'azienda di famiglia

Dopo le scuse del padre, Di Maio liquida l'azienda di famiglia

Bruto Chiappetta
Dicembre 5, 2018

So che tanti papà mi capiscono: essere un piccolo imprenditore non è facile, soprattutto quando le commesse non vengono pagate, quando c'è la crisi e si ha paura di non poter andare avanti", spiega."Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero per carità, ma l'ho fatto perchè allora non c'erano altre soluzioni a una situazione difficile - precisa il padre del vicepremier -. Sono loro ad aver detto che il dominus di tutte le aziende è sempre stato il padre. Nel caso di specie: "continuo a pensare che la vicenda che riguarda il padre di Di Maio (lavoro nero, condoni, abusi edilizi, rifiuti, cartelle Equitalia) dovrebbe essere fuori dal dibattito politico".

ROMA -"Ogni accostamento dei guai dei Di Maio alla mia famiglia fa fioccare le azioni civili per risarcimento danni: ancora oggi un quotidiano ci ha diffamato sul lavoro nero, dicendo il falso, e il suo direttore ne risponderà in tribunale". Il vicepremier aveva annunciato nei giorni scorsi l'intenzione di liquidare l'attivita' di cui e' diventato socio al 50% con la sorella intorno al 2013 e che gia' il fratello Giuseppe amministrata. Gli atti sono stati consegnati all'ufficio protocollo del Comune di Pomigliano d'Arco, dove risiede Antonio Di Maio, e inviati per raccomandata anche al Comune di Loano (Reggio Emilia), dove vive la sorella. "C'è una evidente continuità tra le due operazioni".

Secondo Miceli "quando la ditta individuale di Antonio Di Maio chiude, ha un patrimonio di 80 mila 258 euro". L'anno successivo, però, risulta un aumento di capitale che porta il patrimonio complessivo, da 20mila euro, a 102mila euro. A quel punto nasce una nuova ditta, la Ardima, che aveva come amministratore la mamma di Luigi Di Maio, la signora Esposito. "Non potendo attaccare l'onestà, la trasparenza e il coraggio di Lugi sono partiti attacchi spropositati contro la sua famiglia pur di screditarlo e togliergli la voglia di andare avanti, cosa che, conoscendo mio figlio, sono sicuro non succederà"."Luigi a volte mi ha dato una mano in azienda come tanti figli e tanti documenti lo provano. I 100.200 euro incriminati non sono frutto di un versamento monetario, bensì rappresentano il cosiddetto "valore di avviamento della società".