Danimarca, il governo confina gli immigrati su un'isola deserta

Danimarca, il governo confina gli immigrati su un'isola deserta

Prospera Giambalvo
Dicembre 5, 2018

I traghetti da e per l'isola sono pochi e non perfettamente funzionanti ma nei piani del Partito popolare tra qualche giorno dovrebbero diventare ancora meno (e con costi altissimi). L'obiettivo è rendere la loro vita intollerabile e costringerli così a lasciare il paese "volontariamente".

Lo ha annunciato il governo del Paese. Si tratta della pacifica Danimarca, che proprio negli ultimi giorni ha disposto il trasferimento su un'"isola deserta" degli immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale. "In questo modo, controlleremo meglio dove si trovano", ha dichiarato il membro del governo all'agenzia di stampa danese Ritzau. Il Danish Refugee Council ha ad esempio fatto riferimento a una "macroscopica violazione dei diritti umani" e alla creazione di un sistema penale parallelo che applicandosi solo a una parte della società crea effettivamente quelle società parallele che si vorrebbero invece eliminare. Ed è per ora collegata alla terra da un ferry che si chiama Virus.

"Gli stranieri criminali - si legge nel testo che accompagna il video - non hanno motivo di stare in Danimarca". Nella manovra verranno stanziati 115 milioni di dollari per costruire le strutture di accoglienza per immigrati, che dovrebbero aprire nel 2021.

Il governo danese dal 2015 è retto da una maggioranza di centro-destra - frutto di un accordo tra diversi partiti di minoranza, tra cui i liberali di Venstre e il Partito popolare, fortemente conservatore soprattutto sulle tematiche migratorie: in diverse occasioni ha fatto discutere per alcuni atteggiamenti xenofobi e islamofobi, come quando la stessa Stojberg aveva postato una vignetta di Maometto con una bomba nel turbante.

È previsto inoltre il carcere fino a quattro anni per le famiglie di immigrati che mandano i figli per estesi periodi di tempo nel paese di origine al fine di evitare la loro assimilazione alla cultura e allo stile di vita danesi; proibizione a pregiudicati, percettori del reddito minimo di inserimento o di assegni di disoccupazione di prendere domicilio in uno dei 16 quartieri di un elenco di aree degradate; limite del 40 per cento degli appartamenti di edilizia sociale sul totale degli alloggi disponibili entro il 2030 in tutte le aree residenziali della Danimarca. E come abbia potuto il primo ministro Lars Rasmussen rampognare il governo italiano per il mancato rispetto dei trattati internazionali.

Il ministro delle Finanze danese, Kristian Jensen, ha cercato di ridimensionare la sostanza della decisione spiegando che l'isola non è una prigione.