Pil: Boccia

Pil: Boccia "manovra non orientata a crescita, governo si svegli"

Bruto Chiappetta
Dicembre 4, 2018

Quanto al Tav, Salvini ha poi ribadito "di essere per l'Italia dei sì".

A chi gli chiedeva se l'obiettivo fosse il 2% del rapporto deficit-Pil, Salvini ha risposto: "Il 2%?" "Siamo ancora in tempo per correggere la manovra", argomenta, e l'apertura di un dialogo tra Italia e Ue "è sicuramente un buon segnale" anche se "il nostro punto di vista va oltre. I dati ci dicono che ci stiamo avviando ad una fase di decrescita che tutto è tranne che felice: non so chi fa felice questa decrescita, noi no". In un'altra intervista a Giorno, Nazione e Resto del Carlino, il numero uno di Confindustria ha criticato la politica economica del governo: "Il giudizio sulla politica economica del governo e' unanime: grandi e piccole imprese, commercianti, artigiani, agricoltori, cooperative suonano la sveglia a un esecutivo che non puo' ignorare le ragioni economiche nell'interesse del Paese, puntando a maggiore occupazione e maggiore crescita".

"Vediamo un Paese un po' in confusione". E proprio sotto le Due torri, Boccia continua a caldeggiare la realizzazione del Passante autostradale di Bologna. "Quando si depotenziano strumenti come industria 4.0, quando si dimezzano le dotazioni di ricerca e sviluppo e si chiudono i cantieri pubblici anziche' aprirli sevondo la logica delle infrastrutture e degli investimenti pubblici, abbiamo difficoltà a capire come questa manovra possa avere un impatto sull'economia reale". Boccia, secondo cui "la stagione degli alibi è finita oggi", incalza il governo alla fine del raduno "Sì Tav" delle dodici associazioni datoriali contrarie allo stop della Torino-Lione. Partendo dalla questione Torino, invocheranno la necessita' di spingere sulle infrastrutture e sulla crescita del Paese. Per noi l'Italia deve diventare un grande hub, centrale tra Europa e Mediterraneo, aperto a est e ovest. Noi non contestiamo la necessità di soddisfare i contenuti del contratto di governo ma chiediamo di aggiungere a quelli specifiche politiche per la crescita. "Non servono risposte ideologiche", attacca il leader di Confindustria.