CATANIA - Avrebbe ucciso il neonato lanciandolo per terra: mamma arrestata

CATANIA - Avrebbe ucciso il neonato lanciandolo per terra: mamma arrestata

Prospera Giambalvo
Dicembre 4, 2018

Una donna di 26 anni è stata arrestata dalla polizia a Catania con l'accusa di avere ucciso il figlio di tre mesi lanciandolo a terra. Il fatto è avvenuto lo scorso 14 novembre, mentre il piccolo è morto il giorno seguente all'ospedale Cannizzaro di Catania: lo ha reso noto oggi la Procura della città siciliana. Una versione che però non ha convito gli agenti.

Il bambino, moribondo, è stato trasferito e intubato all'unità di rianimazione pediatrica dell'ospedale Garibaldi-Nesima di Catania per "un imponente ematoma nella regione parietotemporale destra con numerose emorragie sparse su tutto l'ambito retinico".

Nell'immediatezza del ricovero, come hanno potuto rilevare gli investigatori anche nel certificato di pronto soccorso, la madre del bambino ha riferito che il piccolo si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di una spinta datasi da solo. Le indagini del commissariato di polizia Borgo-Ognina sono state coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall'aggiunto Ignazio Fonzo, che guida il dipartimento reati contro le persone, e dal sostituto Fabio Saponara. "Non so spiegare cosa è successo", ma "non volevo uccidere mio figlio, non ho mai pensato di ucciderlo" perché "io lo amavo". Ai magistrati, come ricostruisce il suo legale, l'avvocato Luigi Zinno, la donna ha detto di "essersi sentita male" e che la sua intenzione era di "gettarlo sul letto e non per terra".

La donna viene da una storia tragica.

All'esito anche di consulenza neuropsichiatrica si determinava a richiedere la misura custodiale; richiesta accolta dal Gip in sede che ha ritenuto "integrata una continuità di azione dell'indagata la quale -attesa anche la tenerissima età del figlio - agiva di certo al fine di ucciderlo (dolo intenzionale) e, comunque, si è rappresentata l'evento omicidiario come realizzabile con elevato grado di probabilità o anche con certezza come conseguenza diretta ed immediata della propria azione (dolo diretto). Pertanto, non può in nessun modo ritenersi corrispondente al vero neppure quanto dalla stessa riferito in ordine all'assenza di volontà omicida ai danni del neonato". Solo dopo la tragedia il ragazzo suo coetaneo, che vive nel ragusano, si è materializzato e ha cercato di starle vicino. Per i consulenti dei pm, nella donna è "presente uno stato depressivo espresso con inibizione psicomotoria, appiattimento emotivo e assenza di risonanza emotiva alla realtà circostante".

IL NONNO DEL PICCOLO: "UN INCIDENTE" - "E' stato un incidente, mia figlia amava tanto suo figlio, lo ha voluto con tutte le sue forze". Accanto a lui il padre del piccolo, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Aveva già sofferto da piccola per la perdita della madre. "Era depressa e io avevo prenotato una visita specialistica per lei".