Focolaio di morbillo in Puglia, l'invito è a vaccinarsi

Focolaio di morbillo in Puglia, l'invito è a vaccinarsi

Prospero Rigali
Novembre 17, 2018

"Ogni caso di morbillo e' potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell'infezione". Su un totale di 2.295 casi in Italia, registrati dall'inizio del 2018 al 30 settembre, la maggior parte riguardava persone mai vaccinate. "Il focolaio di morbillo registrato a Bari è sotto controllo, - informa il Ministero della Salute - ma dobbiamo porre l'attenzione sul fatto che, nonostante le ottime percentuali di copertura vaccinale della Puglia (95% a 36 mesi, valore giudicato ideale dall'OMS) e in un momento in cui sussiste l'obbligo vaccinale, si sia verificato un classico "episodio atteso" di un focolaio familiare/ospedaliero". Tra i 100 operatori sanitari ammalatisi, precisa la Simit, 83 non erano mai stati vaccinati, mentre 8 lo erano in maniera incompleta. Altro obiettivo è quello di incentivare le vaccinazioni contro il morbillo anche nel personale sanitario. Nei primi sei mesi del 2018, ci sono stati 41 mila casi di infezione virale facilmente prevenibile dei quali 37 persone poi sono decedute. Basta dunque, chiede la Simit, con le posizioni "contraddittorie, che generano confusione e favoriscono gli irresponsabili".

Da qui l'allarme della Simit: "A oggi, e vista la situazione - afferma Galli - l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere di breve durata". Bisogna rilanciare la vaccinazione anche in ampi strati di giovani adulti rimasti fuori dagli interventi di prevenzione.

"La Regione Puglia, i dati lo dimostrano, è una delle regioni più all'avanguardia sul tema delle vaccinazioni e può vantare uno dei calendari più completi nel panorama della prevenzione vaccinale in Italia", spiega l'assessore, che evidenzia come "a testimonianza dell'importanza dell'offerta vaccinale in Italia, i programmi vaccinali sono stati inclusi nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, con Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017". Gli infettivologi italiani ribadiscono quindi che "le vaccinazioni, nel bambino come nell'adulto a rischio e nell'anziano, sono un obiettivo prioritario che non deve essere messo in pericolo da alcun tipo di tentativo irresponsabile di elusione".