Ue stronca governo: deficit Pil al 2,9% nel 2019

Ue stronca governo: deficit Pil al 2,9% nel 2019

Bruto Chiappetta
Novembre 10, 2018

Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno. Da segnalare che, in base al NADef e alla manovra del governo M5S-Lega, il deficit-Pil per il 2019 è atteso al 2,4%. Di conseguenza il debito non si ridurrà e la deviazione in termini strutturali - quella che conta ai fini del rispetto delle regole Ue - è persino più ampia del previsto: il deficit strutturale peggiorerà di 1,2% tra il 2018 e il 2019, anziché migliorare di 0,6%.

Secondo il ministro dell'Economia Giovanni Tria "le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia".

Le previsioni Ue tagliano il Pil italiano del 2018 da 1,3% a 1,1% e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2%. "Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano - ha sottolineato il ministro - rimane il fatto che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare". In tutti e tre gli anni, tuttavia, l'economia italiana resterà, secondo le previsioni, la tartaruga sia dell'Eurozona che dell'Ue, fatta eccezione per il 2020, quando supereremo di un soffio il Regno Unito, che tuttavia per allora dovrebbe essere già fuori dall'Unione. E' quanto emerge dalle previsioni d'autunno della Commissione Ue. Nel 2020, invece, sfonderà il fatidico tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%, con Bruxelles che precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia e cioè l'aumento dell'Iva, data la "sistematica sterilizzazione".

L'Italia resta fanalino di coda nella classifica europea della crescita, anche se la Commissione registra un rallentamento generalizzato.

Bruxelles - "L'aumento del deficit, insieme a tassi di interesse più elevati e notevoli rischi al ribasso, mettono in pericolo la riduzione dell'alto livello di debito".

CRESCITA - Secondo la Commissione europea le prospettive di crescita dell'Italia "sono soggette ad un'elevata incertezza, con rischi al ribasso intensificati". I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020. Nell'Ue a 27 post Brexit le cose vanno leggermente meglio: i dati dicono 2,2% quest'anno, 2% il prossimo e 1,9% nel 2020.

Visione più pessimista anche sulla crescita. Le previsioni economiche Ue d'autunno rivedono al ribasso le stime di crescita dell'eurozona per il 2019 a 1,9% dal 2% dell'estate e pronosticano 1,7% nel 2020, mentre confermano il 2,1% per il 2018 dopo il 2,4% del 2017. "Incertezza e rischi, sia interni che esterni, sono in aumento e cominciano a pesare sul ritmo dell'attività economica", avverte il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis.