Pernigotti, sollievo: la fabbrica di cioccolato resterà in Italia

Pernigotti, sollievo: la fabbrica di cioccolato resterà in Italia

Bruto Chiappetta
Novembre 10, 2018

La verità che sta emergendo è che i Toksoz continueranno a commercializzare lo storico marchio dell'eccellenza italiana delocalizzando la produzione. Tuttavia, i prodotti pubblicizzati saranno quelli prodotti in Turchia.

La cittadina piemontese in provincia di Alessandria si è subito mobilitata per non perdere un patrimonio storico come la fabbrica, trasferita nell'attuale sede di viale della Rimembranza nel 1944, dopo che un bombardamento aveva distrutto l'opificio in cui Pernigotti produceva i famosi gianduiotti dal 1927. Salveranno il posto i pochi impiegati del settore commerciale che, però, dovranno trasferirsi a Milano.

Nel pomeriggio di ieri, il gruppo turco Tuksoz, attivo nel settore farmaceutico ed energetico oltreché dolciario, nonché proprietario di Pernigotti dal luglio 2013, si è detto non più interessato allo stabilimento annunciando 100 licenziamenti.

Chiude i battenti lo stabilimento Pernigotti a Novi Ligure. Nel 1927, l'azienda comincia a produrre il gianduiotto, diventato un simbolo del Piemonte e dell'intero paese nel mondo. Domani i sindacati incontreranno i lavoratori; incontro alle 11 con il sindaco Rocchino Muliere in Municipio.

Secondo Malpassi la situazione negativa dell'azienda è ormai nota da anni: "Continuavamo a vedere questo 'bagno di sangue' - racconta - nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi". "Dalle 13 assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione".

Il primo cittadino si dice "al fianco di operai, rsu, sindacati, con i quali definire i passi successivi da fare per trovare, insieme, soluzioni alternative alla cessata attività". Auspico che il governo proceda con un piano adeguato di ammortizzatori sociali per i tanti dipendenti al centro di questa delicata operazione industriale.