Previsioni Ue d'autunno, l'Europa sbatte i numeri in faccia all'Italia

Previsioni Ue d'autunno, l'Europa sbatte i numeri in faccia all'Italia

Bruto Chiappetta
Novembre 9, 2018

Nell'ambito delle previsioni di autunno diffuse oggi, l'esecutivo Ue vede nel 2019 il rapporto deficit/Pil dell'Italia balzare al 2,9% nel 2019 in salita rispetto il 2% fotografato dalle stime di primavera dello scorso maggio, prima dell'insediamento del nuovo governo, e ben oltre il 2,4% ipotizzato dal governo Lega-M5s. La peggiore crescita dopo l'Italia sarà l'1,5% del Belgio, secondo con l'1,4% anche nel 2020 dietro l'1,3% italiano. Il rapporto tra debito e Pil, dal 131,2% del 2017, dato acquisito, è stimato al 131,1% nel 2018, al 131% nel 2019 e al 131,1% nel 2020. Il deficit dell'Italia è previsto al 2,9% nel 2019 - mentre la stima del Governo italiano è al 2,4% - per poi salire al 3,1% nel 2020 - contro il 2,1% indicato nella Nadef. Nel 2019, è stimato al 2,9% del Pil, a un soffio dalla soglia del 3%, poiché "la spesa pubblica aumenterà in modo significativo dopo l'introduzione di un piano di reddito minimo", e ci saranno "una flessibilità più elevata per i pensionamenti anticipati e un aumento dei fondi per gli investimenti pubblici".

"No di Tria. Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno.

Allargando lo sguardo all'intera zona euro, secondo i dati della Commissione, l'Italia l'anno prossimo sarà il Paese con la crescita più bassa dell'intero blocco e il secondo Stato membro con deficit e debito più alti. "Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilita' delle nostre previsioni" ha proseguito Conte. "Ci dispiace constatare - sottolinea - questa de'faillance tecnica della Commissione, che non influenzera' la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui e' impegnato il Governo italiano". Nell'Ue a 27 post Brexit le cose vanno leggermente meglio: i dati dicono 2,2% quest'anno, 2% il prossimo e 1,9% nel 2020.

"A causa del deterioramento del bilancio, unito ai rischi al ribasso sulla crescita, l'alto debito italiano rimarrà stabile attorno al 131% su tutto il periodo delle previsioni" cioè 2018, 2019 e 2020. Lo scrive la Commissione Ue nelle nuove previsioni economiche autunnali. Questo comporta che il debito resta inchiodato al 131% per i prossimi due anni, senza invece scendere al 130% e 128% come invece prospetta il Governo. Tra gli altri rischi negativi per l'economia segnalano la guerra commerciale Usa-Cina e la Brexit. La Commissione riconosce però un qualche effetto espansivo alla manovra (quest'anno la crescita si fermerà all'1,1%), pur notando che "le prospettive di crescita sono soggette a un'elevata incertezza dovuta ai rischi al ribasso". Il rialzo dei rendimenti in Italia per ora non ha avuto impatto su altri Paesi, ma la "considerevole incertezza" potrebbe picchiare soprattutto sulle economie deboli.

DEBITO PUBBLICO - Per quanto riguarda l'"elevato" debito pubblico dell'Italia, secondo le previsioni della Commissione Europea, è previsto stabile intorno al 131% del Pil nel triennio 2018-2020.