Pernigotti chiude la sede storica di Novi Ligure

Pernigotti chiude la sede storica di Novi Ligure

Bruto Chiappetta
Novembre 9, 2018

Molte produzioni sono già state trasferite in Turchia e sta diminuendo a Novi Ligure la produzione del gelato. Nei piani dell'azienda c'è infatti lo smantellamento della parte produttiva e il mantenimento del marchio e della rete commerciale, che servirebbe dunque a vendere prodotti fatti in Turchia (a partire dalla crema spalmabile che già viene prodotta in Anatolia). "Potrebbero esternalizzare ad aziende italiane singole produzioni, come il torrone, le praline e i gianduiotti, per poi distribuirli con il marchio Pernigotti", prevede Crocco.

Stefano Pernigotti ha aperto la sua piccola drogheria nel centro di Novi Ligure nel 1860; 8 anni dopo, la drogheria diventa fabbrica, nel 1882 i Pernigotti diventeranno i fornitori di prodotti di pasticceria degli allora regnanti e potrà fregiarsi dello stemma dei Savoia (mantenuto nel logo fino al 2004). Per loro, un anno di cassa integrazione e poi due anni di "Naspi", cioè di indennità di disoccupazione, con la speranza che almeno qualcuno raggiunga nel frattempo i requisiti per la pensione. Quindi tutti a casa, fatta eccezione per alcuni addetti impiegati nel settore del marketing e della commercializzazione. Lo precisa la proprietà dell'azienda, che "sta procedendo all'individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l'obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti". Mercoledì mattina è previsto un incontro con il sindaco di Novi Ligure, a cui seguirà un'assemblea per decidere modi e tempi della protesta. La chiusura della fabbrica implica che 100 lavoratori saranno licenziati.

Secondo Malpassi la situazione negativa dell'azienda è ormai nota da anni: "Continuavamo a vedere questo 'bagno di sangue' - racconta - nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi". Da lì in aventi il marchio si afferma come una delle più grandi realtà dolciarie del Paese.