Musica: Vecchioni il 18/4 a Bologna

Musica: Vecchioni il 18/4 a Bologna

Quintino Maisto
Novembre 8, 2018

Lo fa in due canti bellissimi: La Ginestra e Il tramonto della luna. La reunion avviene per celebrare il nuovo singolo di Vecchioni che si intitola Ti insegnerò a volare. Non arriva al punto centrale, che è uno solo: la vita.

Per dimostrare questo ho cercato un esempio concreto: Leopardi. Ma ne è valsa la pena per questo duetto. È un poeta ironico, quasi divertito. Certo, resta pessimista, ma Napoli lo cambia ed è come se chiedesse una tregua al dolore. È come dovrebbero fare tutti gli uomini: "diffondere la propria affettività intorno". Ma nulla è per sempre.

Un concept album che troveremo solo su vinile o cd, ovvero solo su supporti fisici: niente Spotify, iTunes e streaming; i brani non saranno venduti online ma solo nei negozi.

Un album manifesto. "Non si tratta di 12 brani - spiega Vecchioni - ma un'unica canzone divisa in 12 momenti".

"Questo brano si specchia direttamente in quella che è stata chiamata la 'canzone d'autore' e che non c'è, non esiste più dagli anni 70". Ovvero, la canzone d'autore. Non come un fatto astratto: intendo la vita come cose vissute, cose che ci hanno fatto star male, star bene, gioire, impazzire, desiderare. C'è poi Morgan, che nella sua biografia ha raccontato di essersi approcciato alla scrittura delle canzoni proprio grazie a Vecchioni, . "Noi cantautori dobbiamo rendere quella poesia accessibile". E non bisogna piangersi addosso.

Volare più basso, quindi, significa anche riempire le parole di senso concreto, di riferimenti a persone e cose, di esempi di vita vissuta. È fatta non di gente chiusa in casa che si arma di pistole e non fa arrivare gli immigrati. Lì sta il significato di tutto. "Forse per questo Francesco (che ho fortemente voluto nel mio disco per quello che rappresenta e lo ringrazio ancora di esserci stato), ha scelto di cantare con me".

La novità del ritorno al passato sui formati dell'album e sulle modalità di acquisto racchiudono, come intenzioni, un po' di tutto: marketing, originalità e appunto il recupero di un linguaggio e di fruizione della musica dei bei tempi andati ma anche -e probabilmente soprattutto- la voglia di affidarlo al cuore, alla sensibilità, alla voglia di cose preziose e alle orecchie di chi lo vuole davvero ascoltare, perchè la musica e specialmente quella come questa dove le parole incidono più di un semplice contorno va "sentita" con attenzione e gustata con l'anima, non bruciata e confusa in un mondo liquido dove tutto passa senza lasciare il segno e dove basta un clic per mettersela sulla "library" di computer o telefo e un altro per metterla nel cestino. Questa mattina, il professore ha presentato il suo ultimo album, L'infinito e ha annunciato la collaborazione con Guccini, a sorpresa. Non al di là, ma al di qua della siepe: dentro se stessi.