Elezioni Usa, Trump perde la Camera ma esulta: ecco perché è soddisfatto

Elezioni Usa, Trump perde la Camera ma esulta: ecco perché è soddisfatto

Prospera Giambalvo
Novembre 8, 2018

E' un Congresso diviso quello che esce dalle elezioni di midterm del 2018, con i democratici che centrano l'obiettivo di riconquistare la Camera, mentre i repubblicani mantengono, e rafforzano, la maggioranza al Senato. Dei 9 seggi in mano repubblicana, solo pochi sono quelli dove esiste una concreta possibilità di vittoria dei democratici. Soldi investiti, in gran parte, da pochi individui, fatto che dovrebbe far riflettere sull'influenza eccessiva che pochi miliardari hanno sull'esito delle elezioni.

Polis è un repubblicano progressista, che si è battuto per la sanità universale, le energie rinnovabili, l'educazione gratuita per l'infanzia.

C'erano due numeri magici a cui i Democratici puntavano: 2 seggi in Senato e 23 alla Camera da strappare ai Repubblicani per far capire al "Presidente che non ascolta nessuno" che il Paese è già stanco di lui, delle sue alzate d'ingegno, del suo approccio fazioso e distruttivo e degli insabbiamenti dei (presunti) loschi affari in cui sarebbe coinvolto, dai pasticci con i russi a quelli con le pornostar.

Ormai i giochi sono fatti, anche se gli scrutatori sono ancora al lavoro per assegnare gli ultimi seggi. Ma, qui ed ora, negli Stati Uniti, questa trumpizzazione dei repubblicani significa che le dinamiche abituali che si creano quando, in Congresso, cambiano gli equilibri di potere, questa volta non hanno trazione.

Facebook ha annunciato di aver bloccato circa trenta profili - oltre a 85 sul social network per la condivisione di foto, Instagram, che controlla - che potrebbero essere legati a entità straniere e creati per interferire nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Ci si attende che le commissioni della Camera indaghino sulle interferenze elettorali della Russia, sulla presunta complicità del comitato Trump, ma anche sui sospetti di corruzione in alcuni membri dell'amministrazione Trump e sulle presunte irregolarità negli affari personali del presidente. La dirigenza repubblicana sperava che anche in occasione delle midterm di ieri, il voto in questi distretti - distante da "suggestioni" presidenziali - avrebbe potuto confermare la lealtà storica al rosso. Per gli esagitati che lo ritengono possibile, è la Camera che promuove l'impeachment del presidente (ma il Senato lo deve approvare con una maggioranza di due terzi). Che invece ha conservato o addirittura rafforzato il suo vantaggio nell'America profonda dei flyover states che i liberals delle coste atlantiche a mala pena conoscono (in Indiana, North Dakota e Missouri i repubblicani hanno conquistato poltrone senatoriali che erano democratiche) e nelle zone rurali che hanno un peso elettorale enorme. Se il presidente vuole combinare qualcosa a livello legislativo, entro questo mandato, deve convincere i democratici o condannarsi alla paralisi. Ci sono sempre molti dettagli da aggiungere a queste dichiarazioni.

Un voto in condotta per Trump e per il futuro dell'America?

Pochi credono che sarà la sua scelta.

Anche se i Dem hanno vinto, per Trump non è una vera e propria sconfitta, dato che il suo predecessore Barack Obama nelle elezioni del 2010 perse la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

In ogni caso, prima di tutto i democratici dovranno decidere chi sarà il loro leader.