Papa Francesco ripete: un cristiano non può essere antisemita

Papa Francesco ripete: un cristiano non può essere antisemita

Prospera Giambalvo
Novembre 7, 2018

"Ancora oggi, purtroppo, atteggiamenti antisemiti sono presenti". E' l'esortazione di Papa Francesco che, nell'udienza a una delegazione di rabbini del World Congress of Mountain Jews del Caucaso, nella Sala dei Papi in Vaticano, ricorda: "Un cristiano non può essere antisemita. Si butta". "Ciò che manca è una libera e lungimirante imprenditoria, che assicuri un'adeguata produzione, e un'impostazione solidale, che assicuri un'equa distribuzione", la tesi di Francesco, che a questo proposito ha citato ancora una volta il Catechismo della Chiesa cattolica: "L'uomo, usando dei beni creati, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede, non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui, ma anche agli altri".

"L'ultima volta che ho incontrato una comunità ebraica è stata in Lituania lo scorso 23 settembre", ha ricordato Jorge Mario Bergoglio: "Era una giornata dedicata alla commemorazione della Shoa, settantacinque anni dopo la distruzione del ghetto di Vilnius e l'uccisione di migliaia di ebrei". Ho pregato davanti al monumento delle vittime dell'olocausto e ho chiesto all'Altissimo di consolare il suo popolo.

Francesco ha ricordato i tragici anniversari del 16 ottobre, il rastrellamento del ghetto di Roma, e gli 80 anni il 9 novembre della "notte dei cristalli". Quando si è voluto sostituire il Buon Dio con l'idolatria del potere e l'ideologia dell'odio, si è arrivati alla follia di sterminare le creature. "Perciò la libertà religiosa è un bene sommo da tutelare, un diritto umano fondamentale, baluardo contro le pretese totalitariste". Lo ha evidenziato ancora il Papa aggiungendo che invece "nessuno è padrone assoluto dei beni: è un amministratore dei beni". Con voi - ha confidato ai rabbini - vorrei rendere grazie al Datore di ogni bene per il dono della nostra amicizia, impulso e motore del dialogo tra noi. "È un dialogo che in questo tempo siamo chiamati a promuovere e ad ampliare a livello interreligioso, per il bene dell'umanità". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Ma perché si dice che manca il cibo? "Siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti". Chiedo all'Onnipotente di benedire il nostro cammino di amicizia e di fiducia - ha concluso il Papa - affinché viviamo sempre nella pace e, dovunque ci troviamo, possiamo essere artigiani e costruttori di pace.