Elezioni midterm, per Trump

Elezioni midterm, per Trump "successo straordinario"

Prospera Giambalvo
Novembre 7, 2018

Quello che è apparso più chiaro di tutto è che la politica dei dazi e dell'abbattimento della pressione fiscale hanno giocato un ruolo importante nella sostanziale tenuta del presidente.

Secondo il portale Politico sarebbero infatti 36 milioni gli elettori che hanno usufruito del voto anticipato.

Sulla carta, anche in Senato i democratici potrebbero riconquistare la maggioranza, ma hanno soprattutto da perdere da queste elezioni: solo 9 dei 35 seggi in palio sono difesi dai repubblicani, mentre gli altri sono al momento occupati dai democratici (due, in realtà, sono occupati da indipendenti, che però in Aula votano con i democratici).

Storicamente la corsa alle urne durante le votazioni di metà mandato indica una forte mobilitazione dell'opposizione, in questo caso il partito democratico, dato tra l'altro per favorito alla Camera dei rappresentanti.

Complessivamente i repubblicani avevano una maggioranza di 51 seggi al Senato e conserveranno il suo controllo anche con la perdita di un seggio: anche con 50 senatori per entrambe le forze politiche il vicepresidente Mike Pence potrà votare in virtù della sua posizione di presidente del Senato.

Il presidente Donald Trump e la First Lady Melania seguiranno la nottata elettorale dalla Casa Bianca. E in vista delle elezioni del 2020, gli esponenti dell'Asinello in cerca di un leader dovranno smontare la prevedibile narrazione di Trump che non mancherà di ripetere il mantra del presidente-vittima con le mani legate da un Congresso che non lo fa lavorare come vorrebbe. Soldi investiti, in gran parte, da pochi individui, fatto che dovrebbe far riflettere sull'influenza eccessiva che pochi miliardari hanno sull'esito delle elezioni.

"Forse c'è una increspatura ma certamente non penso che sia una onda blu", ha detto ai cronisti la portavoce della Casa Bianca, Sarah Vanders. In particolare la CNN crede che i Partito Democratico otterrà 238 seggi, mentre i repubblicani si fermeranno a 197.

Quello che sembra al momento limitare l'azione del Partito democratico è l'assenza di un leader visibile e conosciuto.

Tornerà alla ribalta la minaccia democratica di impeachment del Presidente? Il sistema politico americano è infatti "meno presidenziale" di quanto appaia.

"I dem hanno intenzione di ripristinare i controlli e gli equilibri costituzionali sull'amministrazione Trump", le prime parole manifesto dello speaker della Camera, la 78enne Nancy Pelosi, che conferma la Camera come base del conflitto contro il Senato in mano ai repubblicani, e lancia un appello ai cittadini americani a unirsi dietro alla vittoria dem contro l'elemento divisivo incarnato da Trump: "il popolo americano ne ha abbastanza di divisioni". In conclusione, Donald Trump non è stato steso al tappeto da una grande ondata elettorale democratica. Le leggi più importanti, nuove tasse o nuove spese, non possono passare senza il sì del Congresso. Per invertire la rotta la "piccola vittoria" dei democratici alla elezioni di midterm dovrebbe essere una ripartenza e non una sorta di "vittoria di Pirro".