Chiude la Pernigotti di Novi Ligure.

Chiude la Pernigotti di Novi Ligure. "100 dipendenti perderanno il lavoro"

Bruto Chiappetta
Novembre 7, 2018

Una proprietà che non ha mai investito un euro sullo stabilimento.

La storia dell'azienda parte dal 1860, quando Stefano Pernigotti apre nella piazza del Mercato a Novi Ligure (AL), una drogheria specializzata in "droghe e coloniali" e già rinomata fin dagli inizi per la produzione di un pregiato torrone. A rendere famose le prelibatezze al cioccolato di Novi e' soprattutto la golosita' della famiglia Reale italiana, di cui Pernigotti diviene fornitore ufficiale. L'azienda, fondata nel 1860 e famosa per il gianduiotto, licenzierà 100 delle 200 persone che impiega (50 alla produzione nello stabilimento che verrà chiuso e le restanti nel marketing e nell'amministrazione).

Il figlio di Paolo, Stefano Pernigotti, nel 1971 acquisisce la Streglio, specializzata nei prodotti a base di cacao che però successivamente verrà ceduta agli americani della Heinz. L'assenza di zucchero, infatti, è sapientemente colmata da una maggiore concentrazione di miele, dando vita ad un nuovo torrone dalla consistenza unica. E' un periodo molto fiorente ma la vera svolta arriva qualche anno piu' tardi, nel 1927 quando viene avviata per la prima volta la produzione industriale del gianduiotto, il nobile cioccolatino a forma di barca rovesciata nato ufficialmente a Torino nel 1865 e arricchito con l'inconfondibile sapore delle nocciole gentili delle Langhe. Nel 1944 un bombardamento distrugge l'opificio che viene ricostruito e trasferito negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza che adesso chiudono. La notizia è appena arrivata in città, terminato l'incontro tra azienda e sindacati presso la sede dell'Unione Industriale di Alessandria. Nel 1995 Stefano Pernigotti, rimasto senza eredi dopo la scomparsa dei due figli ancora giovanissimi in un incidente stradale in Uruguay nel luglio 1980, decide di cedere lo storico marchio novese alla famiglia Averna, nota per i successi legati al settore delle bevande alcoliche. Non si spiegano altrimenti i cento licenziamenti annunciati. Tuttavia, i prodotti pubblicizzati saranno quelli prodotti in Turchia.