Italiano ucciso in Brasile dalla fidanzata: cosa sappiamo

Italiano ucciso in Brasile dalla fidanzata: cosa sappiamo

Prospera Giambalvo
Novembre 6, 2018

Una donna brasiliana, Cléa Fernanda Máximo, ha confessato alla polizia dello stato di Alagoas, in Brasile, di essere l'assassina del fidanzato italiano, l'avvocato Carlo Cicchelli, 48 anni, di Torino, con il quale viveva nella città di Maceiò. Cicchelli aveva conosciuto la donna a Torino e si era trasferito con lei in Brasile nel giugno scorso. La donna ha confessato di averlo ucciso da almeno un mese e di aver continuato a vivere nella casa con il cadavere. Da quando ha deciso di trasferirsi in Brasile, nel mese di giugno, abbiamo sentito Carlo quasi sempre con whatsapp.

Dopo quel giorno, il cellulare della vittima è stato utilizzato solo per inviare messaggi con richieste di denaro ai parenti in Italia. Questi ultimi erano rimasti sorpresi da quei messaggi, e insistevano affinché Cicchelli facesse una videochiamata per confermare che stava bene. Alla fine, Cléa Fernanda Máximo ha ammesso che è stata lei a inviare i messaggi. All'inizio aveva raccontato che era scomparso e che aveva lasciato il telefono. Ai conoscenti diceva che il compagno era partito alla volta di San Paolo per un viaggio d'affari. In tutto, la famiglia di Cicchelli ha inviato 5.000 euro su un conto bancario brasiliano.

Fonti della Farnesina hanno riferito all'Adnkronos che il consolato italiano a Recife, in stretto raccordo con la Farnesina e le autorità locali, segue con la massima attenzione il caso di Carlo Cicchelli, in costante contatto con la famiglia del connazionale cui sta prestando ogni possibile assistenza. Le ricerche sono state svolte tramite l'Interpol. Il corpo dell'uomo, riferiscono i media brasiliani e in particolare il portale Alagoas 24 horas, è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione in un'abitazione di Maceiò. Negli archivi, però, il suo nome figura nel registro speciale dei praticanti procuratori abilitati al patrocinio tra il 2005 e il 2011.