Carige cede su esiti stress test di Bce

Carige cede su esiti stress test di Bce

Bruto Chiappetta
Novembre 5, 2018

Gli stress test sono stati avviati lo scorso 31 gennaio su 48 banche europee, di cui 33 appartenenti a Paesi sotto la giurisdizione del Single supervisory mechanism (SSM), la vigilanza della Banca Centrale Europea.

Chiudiamo con i gufi, quelli che vi dicono che l'esame dell'autorità bancaria considera il differenziale tra titoli di Stato a 250 punti base nello scenario avverso e che quindi è gia tutto superato.

L'EBA, European Banking Authority, ha pubbblicato oggi i risultati degli stress test bancari. Il riferimento è ad alcune premesse di fondo degli esercizi, come il fatto di analizzare i bilanci di fine 2017, senza considerare le operazioni straordinarie varate nel corso del 2018 (si pensi alle maxi cartolarizzazioni varate dalle banche italiane, che sono state ignorate), elemento che ha influito in maniera punitiva sui risultati del test delle italiane. Unicredit ha passato l'esame con un capitale al 9,34% in caso di scenario avverso nel 2020, Intesa SanPaolo con un capitale al 10,40%, Unione banche italiane invece all'8,32% mentre Banco popolare di Milano all'8,47%. In particolare, la riduzione media ponderata del capitale di migliore qualità (Cet1 ratio) nello scenario avverso del test è stata pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded. Per questo, gli stress test si focalizzano su alcuni elementi chiave, come ad esempio i rischi di credito, di mercato e di liquidità per mettere in luce la salute delle banche durante situazioni di crisi ipotetiche ed estremamente negative. "Nel complesso - spiegano da via Nazionale - le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta a fronte delle condizioni di stress ipotizzate nello scenario avverso". Sebbene non ci fosse un limite da superare, secondo quanto scrive stamani il Sole 24 Ore le banche italiane si sarebbero comunque collocate un'asticella "minima" del 5,5% di capitale Cet1. Gli stress test sono le prove a cui periodicamente l'Autorità bancaria europea (Eba) sottopone gli istituti del Vecchio Continente, misurando la loro tenuta nel caso in cui si realizzasse uno scenario economico e finanziario particolarmente avverso. La lista comprende poi Bbva, Banco de Sabadell, Santander, Barclays, Bnp Paribas, Caixa, Commerzbank, Rabobank, Deutsche Bank, Dz Bank, Erste Group, Bpce, Hsbh, Ing, Banque Postale, Landesbank Baden-Wuerttemberg e Hessen-Thueringen, Lloyds, Nordeutsche Ladesbank, Raiffesisen, Societé Generale, Rbs, Nordea. La solidità patrimoniale è risultata al di sopra delle soglie previste sia nello scenario base, sia in quello avverso. In questo caso, nel campione ci sono Bper, Mediobanca, Carige e Iccrea. L'esame dell'EBA era molto atteso dagli investitori anche in considerazione della fase non certo felice che gli istituti bancari italiani attraversano in questi mesi. I tassi simulati al 2018 e al 2019 indicano rispettivamente CET1 ratio del 9,93% e del 9,4%.