Paola Egonu e l oro

Paola Egonu e l oro "consolato" dalla fidanzata

Minervino Buccola
Novembre 4, 2018

La 19enne si è distinta per i suoi colpi a tutto braccio, per la sua potenza inaudita, per gli attacchi incredibili che hanno steso le avversarie (memorabili i 45 punti da record nella semifinale contro la Cina). Paola Egonu, però, non si accontenta e ripensa con rammarico all'edizione da poco conclusa: "Sono stata male, potevamo fare meglio". Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. "Dopo la partita ero in lacrime, sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata".

Le hanno chiamate le ragazze terribili, ma Paola non si sente così: "Forse lo sono all'impatto, che può sembrare scontroso". Cosa ci ha reso grandi ai Mondiali? La pallavolista svela poi qual è stato il segreto che ha permesso all'Italvolley di approdare fino all'ultimo atto: "Dopo il primo allenamento non vedevo quello che volevo - spiega -". Una passione che ha coinvolto anche numerosi appassionati azzurri: "Mi sono accorta dell'affetto dei tifosi una volta arrivati in Italia, all'aeroporto".

"È la realtà. Il bimbo non s'accorge del colore che ha finché, a scuola, una maestra dice che è nero o giallo".

Il sogno di conquistare il Mondiale andato in frantumi per mano della Serbia e poi l'amore della sua fidanzata per superare la delusione sportiva. "La mia sofferenza era normale ma, col tempo, l'avrei superata". Penso che l'amore sia in tutto. Nasciamo con l'amore, perché nasciamo con nostra madre che ci riempie di baci e ci coccola e vorrebbe che fossimo protetti per tutta la vita. Solo che non sempre è così. "Adesso, però, almeno per ora, lo è".