Cancro: gli scienziati scoprono un’arma letale contro le cellule tumorali

Prospero Rigali
Novembre 1, 2018

Gli scienziati della Northwestern University hanno trovato il codice di autodistruzione delle cellule.

Trovato il codice di autodistruzione delle cellule: la sua esistenza si sospettava da tempo, ma solo ora è stato identificato con sicurezza e promette di diventare una nuova arma contro il cancro e la scommessa è avere cure capaci di "spingere al suicidio" solo le cellule tumorali, senza danneggiare quelle sane.

La proteina controlla la produzione della molecola di Rna, il braccio destro del Dna, e dei micro Rna, le piccole sequenze di geni che come registi regolano l'espressione di altri geni. In pratica questo codice si trova nelle istruzioni di ogni cellula dell'organismo e si attiva quando le cellule si trasformano a causa del tumore e le spinge al suicidio.

D'altronde conoscere il codice significa poter controllare le armi anticancro, ossia i micro Rna che l'organismo utilizza normalmente per difendersi e attivarle per aggredire le cellule malate, come spiegato da Peter: "Possiamo utilizzare i micro Rna direttamente e schiacciare l'interruttore che innesca l'autodistruzione".

La scoperta apre a una nuova strategia nelle terapie antitumorali che offre anche il vantaggio di non avere effetti collaterali tanto numerosi quanto nella chemioterapia, che alterando il genoma delle cellule rischia di provocare tumori secondari. La funzione di questo codice è di proteggere l'organismo dallo sviluppo dei tumori.

Il prossimo step da parte dei ricercatori è quindi non di trovare una sostanza artificiale che possa avere effetti tossici per il tumore, cosa che si fa già ad esempio proprio con la chemioterapia, ma imitare il corso della natura, potenziando un meccanismo già presente nel nostro organsimo per indurre l'auto-distruzione delle cellule malate. Alla base di tutte le nuove ricerche a caccia dei farmaci del futuro ci sono i micro Rna: "colpiscono geni essenziali alla sopravvivenza delle cellule tumorali - ha osservato - e potremmo utilizzarli direttamente come arma contro il cancro".

A indicarlo è uno studio tutto italiano, pubblicato su Journal of the Mechanics and Physics of Solids dai gruppi di ricerca guidati dai professori di Scienza delle costruzioni Massimiliano Fraldi, dell'Università Federico II di Napoli, Luca Deseri e Nicola Pugno, dell'Università di Trento.