Tumori, trovato il codice di autodistruzione delle cellule - Scienza & Tecnica

Tumori, trovato il codice di autodistruzione delle cellule - Scienza & Tecnica

Prospero Rigali
Ottobre 31, 2018

Un suicidio delle cellule cancerogene per sconfiggere il cancro.

Nelle nostre cellule c'è un codice di autodistruzione che porta quelle tumorali al suicidio senza danneggiare quelle sane: siamo di fronte ad una possibile cura futura dal cancro che non avrà bisogno di chemioterapia. Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la scoperta arriva dall'americana Northwestern University. Proprio come la stringa di informazione di un software, il codice è racchiuso nelle istruzioni di ogni cellula dell'organismo e diventa attivo quando le cellule si trasformano a causa di un tumore.

Secondo la scoperta dei ricercatori della Northwestern University, il codice di autodistruzione si trova in una proteina che ha più di 800mila anni e che ha il compito, appunto, di difendere il corpo dal cancro. Questa proteina va ad agire sulla produzione della molecola di RNA, che lavora a stretto contatto con il DNA, e dei micro RNA. Marcus Peter, coordinatore della ricerca, ha spiegato: "Adesso che conosciamo il codice, possiamo far scattare il meccanismo senza dovere più ricorrere alla chemioterapia e senza interferire con il genoma".

Conoscere il codice significa infatti poter controllare le armi anticancro, ossia i micro Rna che l'organismo utilizza normalmente per difendersi e attivarle per aggredire le cellule malate. Peter ha spiegato che il nuovo obiettivo non è trovare un nuovo farmaco o una nuova sostanza artificiale e tossica per il tumore, ma sfruttare il codice delle stesse cellule e la loro natura per portare all'autodistruzione delle sole cellule malate.

E' un risultato "interessante" e in linea con la nuova strada che ha intrapreso recentemente la lotta ai tumori, ha commentato Fabrizio D'Adda di Fagagna, ricercatore dell'Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom) e dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle Ricerche (Igm-Cnr) di Pavia. "Possiamo utilizzare i micro Rna direttamente e schiacciare l'interruttore che innesca l'autodistruzione" spiegano gli scienziati che sottolineano come questo approccio sia inoltre privo di tutti gli effetti collaterali tipici invece della chemioterapia che, alterando il genoma delle cellule, rischia anche di provocare tumori secondari.