Torna l’influenza, il 13 novembre parte la campagna di vaccinazione

Torna l’influenza, il 13 novembre parte la campagna di vaccinazione

Prospero Rigali
Ottobre 27, 2018

Con l'assessore, parteciperanno alla conferenza stampa il dottor Alessio Nastruzzi, segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), e la professoressa Maria Luisa Brandi, endocrinologa dell'Aou di Careggi. Per la corrente stagione è inoltre prevista la circolazione di una nuova variante di un virus, rendendo suscettibili anche chi lo scorso anno si è vaccinato o ha avuto la malattia. Il vaccino sarà dunque disponibile nelle farmacie e negli studi dei medici di famiglia.

Quest'anno, in attuazione delle indicazioni della Regione l'Azienda USL della Romagna ha messo in campo un'altra offerta, sempre gratuita: la vaccinazione contro l'Herpes Zoster, il cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio" per i 65enni.

L'influenza e la polmonite sono classificate tra le prime 10 cause di morte in Italia, e per questo motivo raggiungere la copertura vaccinale della popolazione fissato al 75% dal ministero della Salute rimane un obiettivo prioritario. Per quanto riguarda i bambini, rileva Maio, "la decisione può essere condivisa con il pediatra".

Secondo quanto comunicato dall'Asp, la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e gratuita per tutti i soggetti di età pari o superiore a 64 anni, per bambini oltre 6 mesi e adulti con le seguenti patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza: malattie croniche dell'apparato respiratorio, malattie dell'apparato cardiocircolatorio, diabete, obesità e altre malattie metaboliche, insufficienza renale/surrenale cronica, malattie del sangue ed emoglobinopatie, tumori, malattie che comportino scarsa produzione di anticorpi, immunosoppressione da farmaci o da HIV, malattie croniche intestinali e da malassorbimento, epatopatie croniche, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici e malattie neuromuscolari. La previsione è di Fabrizio Pregliasco (nella foto sotto), virologo e ricercatore del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell'Università degli studi di Milano. Se questi tre sintomi non si presentano tutti insieme allora non si è di fronte a un caso di influenza, ma si tratta piuttosto di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali. Gli effetti collaterali più comuni, anche se non frequenti, possono consistere in dolore di solito di lieve entità e/o arrossamento nel punto di iniezione. "Ci aspettavamo una stagione influenzale di media intensità e invece è stata la peggiore degli ultimi 15 anni". Si stima che circa il 30% delle malattie infettive in Europa sia dovuto all'influenza e che fino a 50 milioni di persone ogni anno ne siano colpite.