Maturità, dal 2019 addio alla tesina

Maturità, dal 2019 addio alla tesina

Prospero Rigali
Ottobre 26, 2018

Si rimane basiti a leggere l'intervista del Ministro Bussetti pubblicata oggi dal "Corriere della sera".

Le dichiarazioni del responsabile del dicastero dell'Istruzione a margine della presentazione della ricerca dell'Osservatorio Cross predisposto dall'Università degli studi di Milano sulla storia dell'educazione alla legalità nella scuola italiana (a palazzo Pirelli). E i finanziamenti per il prossimo triennio perchè, sottolinea la giornalista Gianna Fregognara, nella legge di bilancio manca un capitolo dedicato all'istruzione e alla ricerca in un paese che, per la scuola e l'università, spende in percentuale solo più della Romania, dell'Irlanda e della Bulgaria.

Uno dei punti centrali del programma elettorale con cui il Movimento 5 Stelle si è presentato alle elezioni prevedeva l'aumento delle risorse che lo Stato destina al comparto Istruzione, pari al 3,6% del PIL per il 2018.

Il Miur ha reso note le date degli esami di maturità dell'estate 2019.

Ma nessun fondo aggiuntivo. Come diceva mia nonna: ci si scalda con la legna che si ha.

Il Ministro dell'Istruzione, però, non ha escluso la possibilità che qualche risorsa aggiuntiva possa essere individuata durante l'iter parlamentare.

Nella Manovra, anche la riforma del reclutamento degli insegnanti. Ad esempio, il percorso per diventare insegnanti sarà rivisto dal momento che una volta vinto il concorso i candidati non dovranno più sostenere il FIT (come invece previsto dalla Buona Scuola).

Parimenti, la Legge di Bilancio 2019 prevede l'avvio di tre cicli per la formazione specialistica di 40mila docenti di sostegno (in tre anni) così da porre "fine ai problemi per i ragazzi disabili".

"Sarà un cammino sicuramente lungo, ma potrebbe essere una opportunità, un modello anche virtuoso di gestione più capillare delle scuole". Tuttavia, il numero uno del Miur ha precisato che, prima di arrivare a questo modello, dovremmo passare attraverso una fase transitoria nella quale gli insegnanti potrebbero passare dipendenti della Regione su base volontaria. Lo scorso 17 ottobre, il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha attribuito a Salvatore Giuliano la gran parte dei suoi compiuti istituzionali. L'obiettivo è eliminarlo, ma non ci sono ancora decisioni certe. "Del resto la Sanità è già regionale".