Acqua e ossigeno su Marte, scoperta Italia-Usa:

Acqua e ossigeno su Marte, scoperta Italia-Usa: "Possibile l’esistenza di vita extraterrestre"

Saba Mula
Ottobre 24, 2018

E così si è sempre pensato che Marte non sia in grado di produrre ambienti con concentrazioni di ossigeno tali da supportare la respirazione. Secondo uno studio del California Institute of Technology (Caltech), pubblicato oggi su "Nature Geoscience", l'ossigeno si trova nell'acqua salata sotto la superficie del pianeta rosso, come il lago di acqua salmastra scoperto dalla sonda europea Mars Express con il radar italiano Marsis. Secondo l'esperto l'ossigeno presente nell'acqua "potrebbe, in principio, sostenere forme di vita primordiali" che respirano l'ossigeno, "ma dovrebbero essere estremofile, ovvero richiedere elevate concentrazioni saline e basse temperature per replicarsi". La ricerca, inoltre, fornisce basi scientifiche per sostenere l'opportunità di proseguire la caccia alla vita anche su altri pianeti e lune che ospitino sacche di acqua salata o oceani sotterranei, come la luna di Saturno Encelado.

"I requisiti per l'abitabilità delle brine su Marte si arricchiscono ora della possibile presenza di ossigeno, indispensabile però alle sole forme di vita che lo utilizzano per la respirazione", osserva Billi.

Ma gli studiosi nella ricerca presentano "una struttura termodinamica per la solubilità di O2 in salamoie", scoprendo che "il moderno Marte può supportare ambienti liquidi con valori di O2 disciolti".

Finora, in particolare, si riteneva che su Marte potessero vivere soltanto microrganismi simili ai batteri, che sulla Terra vivono in ambiente privi di ossigeno, chiamati metanogeni, e che utilizzano l'idrogeno molecolare anziché l'ossigeno come fonte di energia.

Finora forme di vita in grado di respirare ossigeno su Marte si ritenevano impossibili perché la sottile atmosfera del pianeta è poverissima di questo gas, ha rilevato Elena Pettinelli, dell'Università Roma Tre, che aveva partecipato all'analisi dei dati del radar Marsis. E le misurazioni condotte da Terra e con i rover che hanno percorso la superficie del Pianeta Rosso indicano che l'ossigeno vi si trova solo in tracce, per effetto della dissociazione dell'anidride carbonica prodotta dalla radiazione solare. L'ossigeno terrestre è sorto circa 2,35 miliardi di anni fa nel "grande evento di ossidazione", in cui i batteri fotosintetici ne hanno rilasciato grandi quantità in un'atmosfera che ne era povera.

I ricercatori del Caltech hanno calcolato la quantità di ossigeno che potrebbe essere disciolto nell'acqua salata di Marte "considerando alcune delle principali variabili che controllano il processo di assorbimento del gas, come temperatura, concentrazione delle soluzioni saline, natura dei sali disciolti e la latitudine" spiega il chimico organico Raffaele Saladino, dell'università della Tuscia.