Nations League, Capello promuove Mancini: 'Questa Italia mi piace'

Nations League, Capello promuove Mancini: 'Questa Italia mi piace'

Minervino Buccola
Ottobre 15, 2018

Il successo della Nazionale Italiana contro la Polonia per 1-0 e l'ottima prestazione degli azzurri, che nella terza partita di Nations League, hanno dominato per tutta la gara, evitando la retrocessione in Lega B, ha convinto ancheFabio Capello, ex ct e allenatore di diversi club, che intervenuto durante la trasmissione Radio anch'io Sport in onda sulle frequenze di Radio 1 ha parlato così: "E' stata una buona partita, ma si era già visto qualcosa di positivo contro l'Ucraina. Ha portato qualcosa in più in termini di qualità e quantità, a livello dinamico mi ricorda un po' Tardelli". Tra tutti, un applauso particolare ai centrocampisti: la mediana "è il motore della squadra e ieri ha dato vigore ed equilibrio". Lasagna "è un giocatore interessante, che vedo bene e può dare qualcosa di più alla nazionale". La conferma della squadra ha dato fiducia a chi è entrato in campo. Il derby dipenderà molto da chi affiancherà i due centravanti: Suso, per esempio, mi sembra difficile da marcare anche per l'Inter che dovrà necessariamente raddoppiarlo. "Per adesso ha fatto un'apparizione breve, troppo poco per dare una valutazione piena". Capello annuisce: "A me piace. Con Cutrone magari avremmo più la predisposizione per cercare il passaggio davanti alla porta rispetto ai tiri da fuori". Non bisogna più copiare il modello tedesco, bisogna puntare sui giovani e avere coraggio di metterli in campo. "Chiunque salga al vertice ha, però, l'obbligo di attuare riforme per riportare l'Italia al livello che le spetta in ambito internazionale". Nessuna chance neppure per il Napoli, che pure gli piace: "Credo possa fare cose importanti, sia in campionato che in Champions".

IL NAPOLI E LA ROMA- "Non vedo come la Juve possa perdere lo scudetto: ha dato dimostrazione di forza, quasi di superbia nei confronti degli avversari, la vedo ultrafavorita e senza competitors".

Quando gli si chiede se farà prima il Diavolo a vincere lo scudetto o il Monza di Silvio Berlusconi a salire in Serie A, la risposta è seria e decisa: "Alla pari". Perché non sono mai andato al Napoli? "Perché non mi ha mai chiamato". Senza grandi giocatori non ci sono sistemi di gioco che tengano, l'allenatore può fare poco. A me piacciono molto entrambi. Il Milan, infatti, è una squadra in crescita e molto pericolosa, secondo Capello: "Se la gioca alla pari con l'Inter, potrebbe creare dei problemi a Spalletti". I rossoneri hanno dei problemi quando difendono, ma Gattuso è quello giusto per il Milan. La lacuna individuata dal tecnico di Pieris è, invece, la poca concretezza sotto porta: "Davanti sono state create tante occasioni ma è mancato l'attaccante di peso".