Trump contro la Fed:

Trump contro la Fed: "E' impazzita"

Bruto Chiappetta
Ottobre 11, 2018

A pesare è l'ondata di vendite sui tecnologici, che affonda i listini americani già preoccupati per il balzo dei rendimenti sui Treasury e l'impatto dei dazi sulle trimestrali.

La Casa Bianca non si dice preoccupata.

Donald Trump va all'attacco della Federal reserve, dopo il crollo di Wall Street, che ha registrato la sua giornata peggiore dallo scorso febbraio. Il rialzo dei tassi è in corso da molti mesi e nessuno lo reputa scandaloso, visto che l'economia statunitense sta crescendo moltissimo, ma Trump pensa che stia avvenendo troppo velocemente e prima di un comizio in Pennsylvania ha detto che "è una correzione attesa da tempo, ma con cui non sono affatto d'accordo". Il forte calo alimenta i timori degli investitori che, nell'incertezza, iniziano a sospettare che la battuta d'arresto non sia uno stop momentaneo.

La seduta a Wall Street ha chiuso in profondo rosso.

Mercoledì l'indice Nikkei della borsa di Tokyo ha perso quasi il 4 per cento, Hong Kong ha perso il 3,25 per cento e Shanghai il 2,5 per cento, la perdita massima negli ultimi due anni. Il Nasdaq cede il 4,08% a 7.422,05 punti in quello che è la sua seduta peggiore dalla Brexit. Lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,27% a 2.786,22 punti. Il mercato si è riposizionato ieri, tagliando le punte alle blue chip più richieste: Netflix perde l'8,38%; Amazon il 6,5%; Apple e Google il 4,63%, Facebook il 4,13%. Microsoft arretra del 5,43%. In caduta libera anche i titoli tecnologici. E se gli analisti appaiono divisi sul tasso di sviluppo dell'economia americana che potrebbe aver raggiunto il picco, sono concordi nel giudicare preoccupanti le tensioni commerciali tra Washington e Pechino e la frenata dell'economia cinese che avrebbe ricadute di portata globale. La contrapposizione tra Casa Bianca e la Fed guidata da Jerome Powell (scelto da Trump) è destinata a durare.