Pensioni, Boeri: con quota 100 il debito cresce di 100 miliardi

Pensioni, Boeri: con quota 100 il debito cresce di 100 miliardi

Bruto Chiappetta
Ottobre 11, 2018

Il lavoro dell'istituto per raccogliere fondi da imprese e lavoratori per pagare le pensioni in essere sarebbe fortemente indebolita nel caso venissero varate misure di condono contributivo, che hanno il duplice effetto di diminuire le entrate ed aumentare le uscite.

Intervenuto alla Camera dei Deputati per un'audizione, Boeri ha sottolineato le conseguenze negative che avrà Quota 100 sul sistema previdenziale italiano, facendo appello al Governo di fermare la riforma delle pensioni visto che ad oggi non ci possiamo permettere di incoraggiare oltre 400.000 pensionamenti aggiuntivi rispetto a quelli già in programma nel 2019.

Il ripristino della cosiddetta quota 100 rischia di portare ad un aumento del debito pensionistico di 100 miliardi di euro e di penalizzare soipratutto giovani e donne. "Se lo spirito che anima le proposte qui presentate - ha concluso Boeri, riferendosi alle proposte di legge Meloni e D'Uva - e' quello di correggere per quanto possibile le iniquita' piu' stridenti ereditate da chi in passato ha costruito il consenso concedendo privilegi a categorie di elettori, questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future".

Tradotto: meno contributi che andranno a finanziare il nostro sistema pensionistico, con il rischio concreto di andarne a minare alle basi la solidità. Introdurre nel sistema previdenziale la quota 100 con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi insieme allo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata porta a un "incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell'ordine di 100 miliardi".

Inoltre, Boeri, ha chiarito che il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sulle pensioni d'oro sarebbe inferiore a 150 milioni di euro e riguarderebbe circa 30.000 persone. L'introduzione di quota 100, ha detto, "premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito)". Boeri spiega che la riforma porterà ad "avvantaggiare soprattutto gli uomini con redditi medio-alti e i lavoratori del settore pubblico".

Il Presidente dell'INPS ha poi spiegato che la riduzione della spesa pensionistica si raggiungerebbe solo se il taglio sulle pensioni superiori a 90.000 euro annui facesse riferimento all'intero reddito pensionistico e non alle singole pensioni. "Pesanti sacrifici - ha aggiunto Boeri - imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico". "Sono riflessioni sull'aspetto distributivo - ha aggiunto - che dovrebbero entrare nella discussione".

Questo vale per Quota 100 ma anche per l'ipotesi paventata in queste ore di un possibile blocco dell'età pensionabile a 67 anni, rinunciando così all'adeguamento dei requisiti per la pensione con le speranze di vita previsto - come stabilito dalla Legge Fornero - ogni biennio. "Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo". A affermarlo e' il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.