FMI, crescita economia slovacca nel 2018 al 3,9%, meno performante del previsto

FMI, crescita economia slovacca nel 2018 al 3,9%, meno performante del previsto

Bruto Chiappetta
Ottobre 11, 2018

L'Italia è nel mirino anche del Fondo monetario internazionale, che rivede al ribasso le stime di crescita per il nostro Pil e avverte di rispettare i vincoli di bilancio e di non toccare la legge Fornero.

CRESCITA GLOBALE - Il Fondo Monetario Internazionale taglia la stima di crescita globale al 3,7% per il 2018 e 2019, con una revisione al ribasso di 0,2 punti rispetto alle previsioni dello scorso aprile. Sull'Italia il Fmi ha confermato il taglio delle stime di crescita del Pil già operato a luglio, con un 1,2 per cento quest'anno e un 1 per cento nel prossimo la Penisola mostra i tassi di espansione più limitati di tutta l'area euro. Secondo l'organismo con sede a Washington il deficit è atteso in calo dal 2,3% del 2017 all'1,7% nel 2018 e del 2019, per poi attestarsi al 2,2% nel 2023.

Le raccomandazioni del Fondo sono di segno opposto alla strada intrapresa dal nuovo esecutivo targato M5S-Lega, che ha promesso discontinuità nelle scelte di politica economica degli ultimi anni, vincolate alla disciplina dei conti pubblici prevista dalle regole di bilancio europee.

La parola passa a Trump, a Pechino e Bruxelles, in attesa che Moody's e S&P si pronuncino sul futuro del rating del Bel Paese.

Se le notizie sono cattive per il mondo, sono pessime per l'Italia. Cifre comunque superiori a quelle dell'eurozona, dove nel 2018 il tasso è di 8,3% ed è previsto l'8,0% per il 2019. Nell'edizione di ottobre del suo World Economic Outlook, il Fondo ha messo l'accento sull'impatto derivante dalla guerra commerciale lanciata da Donald Trump, che potrebbe ridurre dello 0,8% nel 2020 l'espansione economica globale. Ma richiama anche l'Italia a "mantenere le riforme fatte su pensioni e mercato del lavoro". In via generale, ha concluso Gaspar, il Fmi "continua a invitare il Paese ad approfittare della crescita per costruirsi uno spazio di bilancio" da usare in caso di rallentamento. A pesare sarebbe in particolare l'incertezza dell'agenda politica dell'esecutivo.

Sul versante del debito pubblico le stime sono positive, esso passerà dal 131,8% del 2017 al 130,3% di quest'anno; nel 2019 scenderà al 128,7% e nel 2023 calerà al 125,1%.