Roma, Alda Fendi apre le porte di Palazzo Rhinoceros

Roma, Alda Fendi apre le porte di Palazzo Rhinoceros

Quintino Maisto
Ottobre 10, 2018

Una vera e propria 'citta' dell'arte', nella quale sara' possibile vivere e abitare.

La veemenza dell'ispirazione artistica attraversa tutto il palazzo, sia in verticale sia in orizzontale, secondo le possibilita' strutturali e l'ispirazione architettonica.

'Rhinoceros': così è stato chiamato il palazzo di 3.500 metri quadrati tra il Velabro, il Palatino e la Bocca della Verità che l'archistar Jean Nouvel ha ristrutturato nell'ambito della riqualificazione dell'area del Foro Boario e che sarà destinato ad accogliere mostre e appuntamenti culturali. Il nome del nuovo hub della cultura è Palazzo Rhinoceros. Artistico e mai decorativo, Nouvel ha creato un architettura sempre in tensione, che all'esterno ripristina il più possibile l'aspetto originario attraverso un attento restauro, mentre all'interno recupera gli ambienti con la ricerca delle stratificazioni e realizza elementi completamente nuovi, come i blocchi d'acciaio che in varie declinazioni racchiudono e nascondono elementi abitativi, cucina, bagni o armadi.

Da sabato, Roma, avrà un nuovo spazio dedicato all'arte. Per ognuna delle ventiquattro residenze un nome, 'pensiero' - tradotto in altrettante lingue, dall'inglese al farsi - sara' inciso sulla porta, con una poesia-haiku, entrambi pensati da Raffaele Curi, ideatore della linea artistica della Fondazione Alda Fendi-Esperimenti. E' 'rhinoceros', un palazzo nel cuore dell'antica Roma, all'ombra dell'Arco di Giano, a due passi dal tempio di Vesta e dalla Bocca della Verità, che Nouvel ha fatto rinascere nel segno del contrasto.

Promotrice del valore dell'arte, la Fondazione Alda Fendi-Esperimenti ospitera' a partire da dicembre 2018 la mirabile opera marmorea di Michelangelo Buonarroti l'Adolescente, proveniente dalle collezioni dell'Ermitage di San Pietroburgo, con il quale la Fondazione inaugura un'intensa collaborazione culturale che prevede prestiti di opere illustri appartenenti alla loro esposizione e l'attivazione di borse di studio e di ricerca. Nella corte poi ad un certo punto esplode la musica, Bella ciao e poi la voce e il volto di Vincent Gallo danno vita ad Antonio, dal Giulio Cesare di Shakespeare, con la regia di Raffaele Curi, atto d'accusa a chi, affacciato ai balconi, lo guarda ma fa finta di non ascoltarlo. Un inaspettato ritratto di Pierre et Gilles con protagonista Alda Fendi. L'intervento, finanziato dalla fondazione Alda Fendi - Esperimenti, si aggiunge all'illuminazione permanente del vicino Arco di Giano, realizzata da Vittorio Storaro (tre premi Oscar) e Francesca Storaro e anch'essa donata alla città di Roma dalla stessa fondazione. Le immagini del film di Aleksandr Sokurovof Arca russa, anticipano l'arrivo della scultura di Michelangelo l'adolescente.