GP Giappone F1 2018: Red Bull meglio di Ferrari a Suzuka?

GP Giappone F1 2018: Red Bull meglio di Ferrari a Suzuka?

Minervino Buccola
Ottobre 10, 2018

Il monologo dell'inglese e della Mercedes continua. La mancanza di un uomo come Sergio Marchionne, che negli ultimi quattro anni aveva dettato le regole del gioco, può essere destabilizzante.

Se non commette errori Vettel, è il box che pasticcia, obbiettivamente è una condizione che una squadra come la Ferrari ed un pilota come Vettel, tornati quest'anno in corsa con il titolo con delle speranze concrete, come hanno dimostrato entrambi per gran parte della stagione, non si possono permettere, soprattutto perché si deve lottare contro un'accoppiata micidiale "acchiappa titoli" che si chiama Hamilton e Mercedes. Sicuramente, con una partenza dalla terza e quarta posizione, le Rosse avrebbero avuto qualche chance per mettere pressione ai due piloti delle frecce d'argento e, vedendo i problemi avuti da Bottas, il secondo posto non era così impossibile da cogliere. Alla mitica chicane che fu teatro del botto tra Senna e Prost nell'89 il solito Verstappen incalzato da Raikkonen va lungo, poi rientra e spinge all'esterno il finlandese che viene infilato da Vettel. Non lo ha fermato neppure la penalità di 5 secondi inflitta dopo aver causato un contatto di gara con Raikkonen. Intanto la gara dopo 3 giri viene neutralizzata dalla safety car entrata in pista per rimuovere i detriti sparsi dalla Haas di Magnussen tamponato da Leclerc. Il britannico della Mercedes, in testa dal primo all'ultimo giro a Suzuka, allunga in classifica a +67 su Vettel.

Sul podio ricompare anche Max Verstappen, non a caso "crazy Max" che senza pensarci troppo fa secche due Ferrari (e ne esce sempre illeso) mentre il suo compagna di squadra festeggia di più e per un quarto posto, abbassando la visiera per liberarsi di tutta una serie di emozioni soffocate fin dalla tappa di Montecarlo. Inevitabile l'impatto tra i due e ad avere la peggio - un po' come avvenne a Monza con Hamilton, ma con diverse modalità - è stato Vettel. Una manovra, quella del tedesco, che si è rivelata decisamente controproducente, visto il risultato finale.