Il Mar Morto si ripopola. E’ la Profezia di Ezechiele ? Non proprio

Il Mar Morto si ripopola. E’ la Profezia di Ezechiele ? Non proprio

Prospera Giambalvo
Ottobre 9, 2018

I pesci si troverebbero in alcune conche chiuse di acqua dolce, ma ciò che inquieta è la profezia legata alla presenza di vita in quelle zone, e che secondo le sacre scritture sarebbe presagio della fine del mondo.

La sua acqua è quasi dieci volte più salata di quella dell'oceano e proprio per questa motivazione risulta del tutto inadatta a ospitare vita. Tuttavia, di recente, un fotoreporter israeliano sostiene di aver scoperto tra delle doline d'acqua dolce che si affacciano sul Mar Morto delle forme di vita precedentemente inesistenti nella regione inospitale.

La caratteristica del Mar Morto è che l'acqua è notevolmente salata a causa della forte evaporazione e questo non consente forme di vita, ad eccezione di alcuni tipi di batteri. Bedein, che lavora al progetto Dead Sea Revival mirato a preservare il Mar Morto e altri "tesori idrici" israeliani, ha affermato che la presenza di pesci, dimostra che l'acqua è "tutt'altro che morta". Basti pensare che ogni giorno il Mar Morto perde l'equivalente di 600 piscine olimpiche di acqua, una vera e propria catastrofe. Nelle foto pubblicate dal fotoreporter, però, come già detto, è possibile rintracciare dei minuscoli pesci, oltre che microrganismi e vegetazione che pare stia crescendo nelle doline. Bedein ha fotografato pesci, microrganismi e vegetazione in crescita nelle doline del Mar Morto.

La prossima generazione non potrà godere del Mar Morto come lo conosciamo oggi.

Ezechiele parla della distruzione e della ricostruzione di Gerusalemme (cosa avvenuta secoli fa, come si può leggere in qualunque libro di storia), della Terra Promessa e del Paradiso terrestre, che uomini ingordi, disonesti e senza Dio, avevano perso -e prederanno- per la loro cattiva condotta.

Un presagio dell'Apocalisse? I tabloid inglesi, e in particolare il Daily Star che ha rilanciato la notizia del servizio realizzato dal fotoreporter israeliano al confine tra il suo Paese e la Cisgiordania ovviamente hanno esagerato nei termini ma quello che è certo è che la scoperta di Noam Bedein è davvero curiosa non solo dal punto di vista ambientalistico e zoologico ma anche perché, di fatto, sembra in un certo senso realizzare la profezia di Ezechiele sulla fine del mondo.