Di Maio:

Di Maio: "Ci sarà un terremoto politico nell’Ue. E questo ci aiuterà"

Bruto Chiappetta
Ottobre 9, 2018

Manovra per "ripagare il popolo italiano di tanti torti subiti" Quanto al pressing subito avviato dai vertici Ue, Di Maio chiarisce di non voler "alzare i toni" perché "diciamolo chiaro, questa Europa è finita", e sopravviverà ancora "pochi mesi". Quindi, dobbiamo abolire un bel po' di leggi: "io ne abolirò 240 nel codice del lavoro, che riassumerà in un unico codice la foresta di norme che ci sono e poi decine e decine di certificazioni saranno eliminate e abbiamo già pronto l'elenco e lo conoscerete tra qualche giorno".

Di Maio: media e Ue vogliono farci cadere. "La più grande spesa -aggiunge -, quasi 12 miliardi, è per coprire i debiti di quelli che hanno governato fino a ieri: non aumenta l'Iva, e non è una cosa scontata perché quelli che governavano prima ci hanno lasciato un buco di 12 miliardi".

Come a dire che più la Ue si mette contro il nostro Paese più alimenterà il sentimento euroscettico e sovranista. Il vicepremier infine ha ricordato che alle europee di maggio 2019 "ci sarà un terremoto politico" che avvantaggerà l'Italia. "In questi giorni ho capito che i mercati vogliono molto più bene all'Italia di quanta ne voglia l'Unione Europea", ha aggiunto. In tutti i paesi europei - lo vediamo dai sondaggi - sta per accadere quello che è accaduto qui il 4 marzo. Non possiamo arretrare - ha detto Di Maio - se ci state vicini noi li difendiamo i diritti degli italiani, ve lo prometto.

Il nodo delle alleanze. E allora, se il problema è il pregiudizio verso questo governo non abbiamo speranze, se invece c'è una volontà di dialogare con questo governo, noi siamo i primi: "ci accampiamo a Bruxelles e gli spieghiamo tutto quello che vogliamo fare, gli spieghiamo i fondamentali dell'Italia", ha proseguito il ministro dello Sviluppo Economico. A ribadirlo è il vicepremier Luigi Di Maio, a margine di una visita al "Villaggio Coldiretti", dopo la lettera arrivata dai commissari Moscovici e Dombrovskis nella quale "bocciano" i conti pubblici italiani.