Premio Nobel Chimica 2018: Vince la ricerca sull'evoluzione degli enzimi

Premio Nobel Chimica 2018: Vince la ricerca sull'evoluzione degli enzimi

Prospero Rigali
Ottobre 5, 2018

Un riconoscimento alla Chimica 'verde' che proprio grazie agli enzimi, linfa della biodiversita', ha portato a grandi progressi scientifici, dai farmaci ai biocarburanti: "Quello che hanno fatto e' accelerare davvero l'evoluzione", ha sottolineato Lara Snogerup Linse, membro del Comitato del Nobel che ha concluso la settimana dei premi scientifici a Solna, in Svezia. Gregory Winter invece utilizzò lo stesso sistema per l'evoluzione diretta degli anticorpi, con l'obiettivo di produrre nuovi farmaci. La chimica della vita è programmata nei geni e viene quindi trasmessa di generazione in generazione. Capita che ci siano mutazioni casuali con il risultato della creazione di organismi più deboli, mentre altre volte si verificano miglioramenti nella trasmissione: il risultato è che sono alcuni esemplari di una generazione a prevalere.

I tre ricercatori hanno applicato questi principi dell'evoluzione in laboratorio e col Nobel arriva anche una vittoria per l'ingegneria genetica.

La Arnold, che aveva iniziato le sue ricerche negli anni Settanta, è la quarta donna a vincere il Nobel per la Chimica; la notizia segue a stretto giro il terzo Nobel per la fisica "in rosa". La 62enne Frances Hamilton Arnold, scienziata della California Institute of Technology e ingegnere americana, è la quinta donna ad aggiudicarsi il premio per la Chimica dal 1901.

George P. Smith, 71 anni, è professore emerito dell'università del Missouri. Nel 1985, George Smith sviluppò un elegante metodo noto come phage display, in cui un batteriofago - un virus che infetta i batteri - può essere usato per sviluppare nuove proteine. Ha creato in sostanza una sorta di fabbrica di proteine.