IL RICONOSCIMENTO James P. Allison e Tasuku Honjo. Sono i pionieri dell'immunoterapia

IL RICONOSCIMENTO James P. Allison e Tasuku Honjo. Sono i pionieri dell'immunoterapia

Prospero Rigali
Ottobre 4, 2018

Quest'anno ad ottenere l'ambito premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2018 sono stati James P. Allison e a Tasuku Honjo per la scoperta dell'immunoterapia anticancro.

James P. Allison, 70 anni, è immunologo americano e dal 2004 ha condotto le sue ricerche nel Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York.

Tra i vari nomi, spuntava quello di Minoru Kanehisa, dell'Institute for Chemical Research alla Kyoto University "per i suoi contributi alla bioinformatica, e in particolare per lo sviluppo della Kyoto Encyclopedia of Genes and Genomes", una sorta di atlante per genetisti potenzialmente utile "per la comprensione delle funzioni dei sistemi biologici, a partire da informazioni su scala molecolare generate a partire dal sequenziamento del genoma". Le Università (a sproposito spesso criticate in Italia) in questo panorama, da cui provengono tra l'altro Allison e Honjo, giocano il ruolo del leone, dimostrando il loro alto valore e riaffermandosi patria e vivaio di grandi menti e rivoluzionarie scoperte. Il ricercatore si rese conto che se si riuscisse a togliere questo freno le nostre cellule immunitarie si potrebbero potenzialmente scatenare ed andare all'attacco dei tumori. Lo scienziato giapponese è stato il primo ad individuare nel 1992 la proteina PD-1, anch'essa un "freno" per le cellule T. PD-1 agisce da inibitore della risposta del nostro sistema immunitario quando si collega a PD-L1, una proteina espressa su alcune cellule normali e tumorali. Nel 2010 sono iniziati i primi test sugli umani. I suoi studi lo hanno portato a scoprire la proteina CTLA-4, che si trova sulla superficie dei linfociti T, deputati alla lotta contro le cellule malate.

Nonostante lo scarso interesse dell'industria farmaceutica, Allison continuò a impegnarsi per trasformare la strategia in una terapia applicabile agli esseri umani. Allison ha studiato una proteina che funziona come freno al sistema immunitario, ha capito il potenziale per liberare le cellule che attaccano i tumori. E che promette importanti risultati contro un "male" che ancora oggi continua ad uccidere ogni anno milioni di persone.

Thomas Powles e colleghi e da Roy S. Herbst e colleghi ampliano l'applicabilità e la sicurezza dell'uso di anticorpi che bloccano le vie immuno-inibitorie su pazienti colpiti rispettivamente da carcinoma della vescica uroteliale, e da tumore del polmone non a piccole cellule, carcinoma renale, carcinoma a cellule squamose della testa e del collo, cancro colorettale e dello stomaco, anche se risultati duraturi della terapia sono stati riscontrati solo su un sottogruppo dei soggetti trattati. "In questi anni abbiamo registrato un continuo aumento delle conoscenze del Dna, e questo sta innegabilmente cambiando il volto della medicina". Hanno infatti mostrato come diverse strategie per inibire i 'freni' posti al sistema immunitario possano essere utilizzate nel trattamento della malattia, e le loro scoperte sono oggi un punto di riferimento nella lotta contro i tumori.