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Il "Mea culpa" del fondatore di WhatsApp: sono un venduto!

Saba Mula
Ottobre 1, 2018

Insieme all'amico e collega Jan Koum, è considerato uno degli imprenditori che ha cambiato il modo di approcciare la digitalizzazione da parte delle persone, con una piattaforma che, di fatto, ha ucciso gli sms.

Se da un lato Acton aspettava da tempo di dire la propria rispetto ai motivi dell'addio, è anche vero che, al di là degli 850 milioni "persi", quest'addio gli ha fruttato una buona parte dei diciannove miliardi sborsati da Facebook per rilevare WhatsApp. Brian Acton ha rivelato che WA ha venduto i nostri dati a Facebook, ma perché e soprattutto per quale utilizzo?

Acton aveva proposto di monetizzare WhatsApp facendo pagare agli utenti un decimo di un centesimo dopo che un certo numero di messaggi gratuiti erano stati spediti, ma Facebook non sembra aver accolto la proposta.

Circa un anno fa, dopo lo scandalo "Cambridge Analityca" che ha scosso il mondo di Facebook, Acton ha lasciato il timone della famosa App di messaggistica per dedicarsi ad una fondazione no profit, appoggiando successivamente il movimento #deletefacebook. La seconda, quando il Social Network di Zuckerberg ha iniziato a considerare la possibilità di impiegare annunci pubblicitari anche per WhatsApp senza il consenso dei fondatori. A gennaio 2018, il client di messaggistica ha annunciato il rilascio della versione Business, per consentire alle aziende di gestire e inviare messaggi non promozionali ai clienti, sostenendo un costo fisso. Acton e Koum non hanno mai voluto che l'app diventasse qualcosa di simile ma dovevano aspettarsi che, in qualche modo, quei 22 miliardi di dollari rientrassero in sede prima o poi.

Di recente è girata voce che entro il 2019, WhatsApp comincerà a mostrare annunci nella sezione Stato dell'app, banner e adv provenienti da Facebook. Ciò è successo, ed ecco che alcuni hanno abbandonato la "barca".

"Ho venduto la mia società, ho venduto la privacy dei miei utenti per un profitto maggiore". Il riferimento è all'incrocio di dati che, seppur stoppato dall'Unione Europea, Facebook metterà in pratica con la condivisione delle API per lo sviluppo di banner con agenzie di terze parti.

Stessa scelta intrapresa anche Systrom, 34 anni, che ha creato Instagram nel 2010 con il 32enne Mike Krieger quando erano studenti della Stanford University nella Silicon Valley. Lo sfogo del fondatore non arriva in un momento casuale. I disaccordi hanno portato a tensioni tra l'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg e il COO Sheryl Sandberg. Pare che il rapporto con Zuckerberg non fosse dei migliori e di questo passo il giovane milionario si ritroverà solo.