Usa, Rosenstein si dimette da vice ministro della Giustizia

Usa, Rosenstein si dimette da vice ministro della Giustizia

Prospera Giambalvo
Settembre 25, 2018

"Alla richiesta del deputy attorney, Rosenstein e il presidente Trump hanno avuto una conversazione per discutere le recenti notizie di stampa", si legge nella nota della Casa Bianca, "Poichè il presidente si trova all'Assemblea Generale dell'Onu e ha una fitta agenda con leader di tutto il mondo, si incontreranno giovedì quando il presidente rientrerà a Washington".

Rod Rosenstein, il vice ministro della giustizia americano, si dimette. Una mossa sull'onda delle rivelazioni dei media, secondo cui nella primavera del 2017 Rosenstein aveva suggerito di registrare Trump per dimostrarne l'inadeguatezza e tentato di reclutare alcuni esponenti dell'amministrazione per rimuoverlo usando il 25esimo emendamento, che permette di 'licenziare' un presidente se la maggioranza dei membri dell'esecutivo riconosce la sua incapacità di governare. Secondo il Washington Post Rosenstein ha comunicato a voce al capo di gabinetto della Casa Bianca, John Kelly, la sua intenzione di lasciare l'incarico.

Trump si è scagliato moltissime volte, e con toni durissimi, anche contro il suo procuratore generale perché ritiene che la sua decisione sia all'origine di una serie di eventi che avrebbero portato alla nomina del procuratore speciale, Robert Mueller. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders in una nota. L'incontro si è concluso e Rosenstein non si è dimesso, né è stato licenziato. Trump ha un'occasione senza precedenti per sostituirlo con una persona di sua fiducia, ma un siluramento solleverebbe echi del "massacro del sabato sera" dello scandalo Watergate, rischiando di scatenare una crisi costituzionale.

L'uscita del viceministro avrà ripercussioni immediate sulle indagini che supervisionava dopo l'auto ricusazione del ministro della giustizia Jeff Sessions.