Pensioni, il piano del governo: quota 100 e 36-37 anni di contributi

Pensioni, il piano del governo: quota 100 e 36-37 anni di contributi

Bruto Chiappetta
Сентября 24, 2018

In sintesi: Età minima di pensionamento senza penalizzazione: 63 anni - età massima di pensionamento: 65 anni - trattamento retributivo, coefficiente 2% annuo, calcolato sull'ultimo anno di salario (!) - età minima per la pensione anticipata con penalizzazione: 51 anni - versamenti a carico del dipendente uguali a quelli italiani: 9,30% contro 9,20%. La prima ipotesi per tagliare il costo di "quota cento" prevede che la pensione anticipata venga calcolata col meno vantaggioso metodo contributivo per tutti i versamenti successivi al 1995, quando fu appunto introdotto il nuovo sistema.

"Il Governo intende - spiegano le fonti - dare la possibilità di andare in pensione ad almeno 400.000 persone in più".

Senza dimenticare che i costi di questa riforma delle pensioni ricadrebbero "sui lavoratori in attività, in termini o di incremento dei contributi o di incremento del deficit se si ricava dall'indebitamento le risorse per finanziare l'operazione". Se si dovesse concretizzare nel 2019 uscirebbero con un minimo di 36 anni di contributi circa 450mila lavoratori in più rispetto alle regole attuali. Al momento sembra che l'asticella dei contributi per andare in pensione con quota 100 sia fissata a 37 anni ma la Lega vuole portarla a 36.

Infine, "resta aperto il tema di genere", perchè "resterebbe inalterata l'età di vecchiaia (quella con la quale in genere escono le donne) a 67 anni favorendo l'uscita delle persone con carriere lunghe e continue in genere appannaggio dei maschi, prevalentemente residenti al Nord".

La pensione con 5 anni di contributi richiede come altro requisito un'età anagrafica più alta rispetto alla pensione di vecchia tradizionale: 70 anni e 7 mesi di contributi nel 2018 e 71 anni di contributi dal 2019. Tuttavia è importante sapere che già oggi ci sono degli strumenti che consentono al lavoratore di andare in pensione prima del raggiungimento dell'età pensionabile. In pratica, chi non ha pagato una parte dei contributi a partire dal 1996 potrà sanare l'omesso versamento con uno sconto, in modo da anticipare anche per questa via l'età di uscita dal lavoro.

Per quanto riguarda la scuola, ci sono anche molti docenti della secondaria: si tratta di laureati che avendo la possibilità di riscattare il titolo di studio accademico, raggiungerebbero i 36-37 anni di contributi richiesti.