Ue: Mattarella, nessun movimento può mettere in discussione valore Unione Europea

Ue: Mattarella, nessun movimento può mettere in discussione valore Unione Europea

Prospera Giambalvo
Settembre 16, 2018

Non c'è messaggio sibillino che tenga dunque, perché agitare lo spauracchio del passato da scongiurare che ritorna non serve certo a "mettere in comune il futuro degli europei", come auspica il presidente della Repubblica. Parliamo ovviamente del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che preoccupatissimo dei problemi dei cittadini non perde mai troppo tempo per sparare a zero su quelli che evidentemente non sono i problemi dei cittadini. Mentre dall'Italia e da Bruxelles arrivano notizie di scontri (BOTTA E RISPOSTA TRA SALVINI E ASSELBORN), il Presidente apre quindi a un orizzonte di lungo periodo.

Lo ha annunciato ieri la presidente di Ucina Confindustria nautica, Carla Demaria, che ha ricevuto la conferma dalla segreteria del Capo dello Stato. "Neppure trent'anni. Alla caduta del regime sovietico e del sistema sovietico non si è fermata la storia, come nel titolo del libro di Fukuyama; al contrario, la storia ha ricominciato a scorrere". Entrando nella polemica relativa al bilancio Ue e gli ipotetici veti dell'Italia, Mattarella ha dichiarato: "L'Italia è un contributore attivo dell'Unione. E' stato quello di abbandonare il passato mettendo in comune il futuro degli europei". Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Per Mattarella "non e' attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti". Tutto questo è messo, oggi, in discussione e in crisi. Noi dobbiamo far comprendere alle nostre pubbliche opinioni, ai nostri concittadini, che anche le realtà attuali, il mercato unico, lo spazio Schengen, l'unione monetaria, rispondono a questo stesso spirito, hanno lo stesso obiettivo: "mettere in comune il futuro degli europei". "Quale paese dei nostri, anche il più solido e il più prospero, può essere un interlocutore che possa contrastare o comunque discutere amichevolmente o non amichevolmente, con questi colossi della comunità internazionale?".