Juncker: 'Ue sia tollerante. No al nazionalismo distruttivo'

Juncker: 'Ue sia tollerante. No al nazionalismo distruttivo'

Prospera Giambalvo
Settembre 16, 2018

"No al nazionalismo che odia gli altri", lungo intervento del presidente della Commissione dell'Unione Europea all'assemblea plenaria dell'Europarlamento, in programma oggi, mercoledì 12 settembre 2018, a Strasburgo.

La Commissione Ue ha stabilito quindi un calendario da seguire per rendere operativo il cambiamento, spronando i singoli Stati membri a promuovere referendum locali per capire l'orientamento della popolazione. Ma anche per difendere i processi elettorali europei e degli Stati membri da attacchi esterni. È aberrante che l'Europa regoli l'80 per cento dei conti sull'energia in dollari americani, mentre dagli Stati Uniti importiamo solo il 2 per cento dell'energia. È da tempo che il Parlamento europeo fa pressione su questo tema e l'argomentazione ha preso forza grazie alla consultazione pubblica online che ha dimostrato come l'84% dei 4,6 milioni di cittadini partecipanti sia favorevole all'abbandono nel cambio dell'ora. "Abbiamo bisogno di maggiore solidarietà nel presente e nel futuro e deve essere una solidarietà duratura", ha affermato il presidente nel corso del suo discorso sullo stato dell'Unione. "Dobbiamo mostrare pù rispetto per l'Ue e smettere di trascinare il suo nome nel fango".

E infine un attacco personale al ministro Salvini: "Non ho problemi col presidente del Consiglio, il mio buon amico Giuseppe, ma ogni tanto rimango allibito da questa retorica che parte della coalizione di maggioranza e che almeno uno dei due vicepremier lancia contro Bruxelles. Io non voglio essere utile a lui, ma all'Italia", scherza amaro Juncker, respingendo l'ipotesi dell'ingresso della Lega nel Ppe, in vista delle elezioni europee.

Ma se il dibattito si infiamma su quello che l'Europa è e quello che dovrebbe essere (e fare), sono invece tutti d'accordo sulla questione sanzioni contro l'Ungheria. Non vedo una sola ragione per cui il PPE possa aprire delle trattative con Salvini.

Poi parlando del grave incidente avvenuto a Genova con il crollo del ponte Morandi, ha aggiunto: "Non è colpa della Commissione se un ponte è crollato a Genova, nel bilancio europeo ci sono i soldi per le infrastrutture e bisogna usarli tutti, fino all'ultimo centesimo". "Se si dovesse delineare un asse che include Le Pen, Orban e altri è una realtà del tutto diversa su cui sinora non abbiamo riflettuto e che porterebbe il baricentro di qualunque partito in un'altra direzione".