Macron lancia il piano anti-povertà

Macron lancia il piano anti-povertà

Bruto Chiappetta
Settembre 14, 2018

"Essere poveri - ha dichiarato Macron durante l'intervento - non deve più essere un'eredità: oggi servono 180 anni a un bambino povero affinché qualche suo discendente acceda alla classe media".

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'introduzione di un "reddito universale di attività" entro il 2020. Con il nuovo "reddito universale di attività", il sistema verrà modificato e il denaro sarà accessibile anche ai lavoratori che non guadagnano abbastanza per poter vivere "decentemente".

Il varo del reddito universale si inserisce in un più grande piano da 8 miliardi di euro in quattro anni per contrastare la povertà.

Macron ha poi sottolineato che questa forma di aiuto sarà un "contratto di impegno e di responsabilità reciproca", ovvero sarà accompagnata da "diritti e doveri ulteriori". "Fai di più per chi ha meno" è lo slogan che accompagna la presentazione della "Strategia nazionale per la prevenzione e la lotta alla povertà". Percentuale che sale al 19,8% tra i minori. Ogni beneficiario dovrà infatti iscriversi in un "percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare oltre due offerte ragionevoli di lavoro" ha concluso. Il presidente francese ha anche citato una frase di Saint-Exupery nel suo romanzo "Terre des Hommes": "Quando impediamo a un bambino di diventare ciò che vuole, è Mozart che assassiniamo".

Altre misure del piano anti-povertà riguardano l'istruzione e l'obbligo scolastico fino a 18 anni. "Il cibo è un diritto fondamentale dei bambini che può a malapena essere garantito", ha detto il capo dello Stato, desiderando "l'accesso alla mensa più universale" con "pasti a un euro" e colazione proposta nelle scuole "per garantire che tutti i bambini inizino la giornata nelle stesse condizioni". Creato sotto la gestione socialista, è pari attualmente a 550 euro mensili. Inoltre, lo schema di "garanzia per i giovani", per i ragazzi dai 16 ai 25 anni, sarà esteso a "500.000 giovani prima della fine del quinquennio", rispetto ai 100.000 attuali.