Draghi bacchetta l’Italia: parole hanno fatto danni, aspettiamo fatti

Draghi bacchetta l’Italia: parole hanno fatto danni, aspettiamo fatti

Bruto Chiappetta
Settembre 13, 2018

In primi con i tassi invariati "almeno fino all'estate 2019". Vengono limate le stime sulla crescita dell'Eurozona, ma l'istituto guidato da Mario Draghi vede una ripresa "solida e diffusa", una "convergenza" dell'inflazione verso i target che necessita però ancora di "un ampio accomodamento monetario", un progresso sostanziale del mercato del lavoro. E ricorda a chi nelle scorse settimane ha chiesto all'Eurotower di fornire "garanzie" per limitare il differenziale che "il mandato della Bce è la stabilità dei prezzi nel medio termine e il quantitative easing è uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi in risposta a una domanda sui timori in Italia che la fine del QE equivalga a lasciare il paese a se stesso.

"Negli ultimi mesi abbiamo visto che le parole hanno fatto danni: i tassi sono saliti per le famiglie e le imprese". La stoccata a Salvini e all'idea che ci siano i vincoli europei dietro il ritardo infrastrutturale che ha causato il crollo del ponte a Genova arriva quando Moscovici ricorda che rilanciare gli investimenti col deficit "è una bugia". Richiama il governo alla parola data, "il primo ministro italiano, il ministro dell'Economia e il ministro degli Esteri hanno detto che l'Italia rispetterà le regole". La Bce ha anche aggiornato le stime di crescita dell'eurozona, tagliate rispetto alla previsione precedente: il prodotto interno lordo crescerà al ritmo del 2% nel 2018, dell'1,8% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020.

Draghi ha cercato di rassicurare i mercati dopo le parole del commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, che oggi ha detto che l'Italia rimane un problema per l'area euro.

L'attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell'area dell'euro va considerevolmente accelerata per consolidare la capacità di tenuta, ridurre la disoccupazione strutturale e rafforzare la produttività e il potenziale di crescita dell'area, ha detto il presidente Draghi rivolgendo ancora una volta un invito ai governi ad approfittare, per quanto riguarda le politiche di bilancio dell'espansione generalizzata in corso per ricostituire margini di manovra nelle finanze pubbliche. "Questo - ribadisce - è il motivo per cui diciamo che i paesi con un elevato debito pubblico dovrebbero essere i primi a ricostruire lo spazio fiscale, approfittando dei bassi tassi di interesse".