Copyright, il Parlamento Europeo approva la riforma

Copyright, il Parlamento Europeo approva la riforma

Prospera Giambalvo
Settembre 13, 2018

I big del web sono, ovviamente contrari a questa riforma, che rivoluzionerebbe completamente non solo il loro approccio nei confronti della stampa e di altre realtà editoriale, ma anche il rapporto con i singoli utenti. Il modo in cui condividiamo, vendiamo e utilizziamo le informazioni e i contenuti online è radicalmente cambiato.

L'articolo 13, che qualcuno ha ribattezzato "ammazza-meme", sancisce che le piattaforme digitali sono responsabili dei contenuti pubblicati dagli utenti e che, dunque, se forniscono loro gli strumenti per pubblicare del materiale non possono esimersi dalle eventuali violazioni commesse da parte di essi. EDiMA, associazione europea che rappresenta le principali piattaforme online come Airbnb, Allegro, Amazon EU, Apple, eBay, Expedia, Facebook, Google, King, Microsoft, Mozilla, Oath, OLX, Snap Inc., TripAdvisor, Twitter, Veon Digital e Yelp ha definito "sconcertante e sorprendente" l'esito della votazione odierna.

La discussione di Parlamento, Consiglio e Commissione potrà apportare modifiche al testo, che dovrà essere poi votato di nuovo dall'assemblea di Strasburgo.

È arrivato così il momento della regolamentazione per un mercato da miliardi di euro di diritti d'autore tra artisti, musicisti, giornalisti ed editori da una parte, e le grandi piattaforme monopoliste dall'altra, da YouTube a Facebook. Il suo impatto reale dipenderà anche dagli accordi tra editori e piattaforme e dalle decisioni dei giudici in caso di dispute legali. Muove da intenti più che nobili e giusti: evitare violazioni del diritto d'autore in rete, tutelare la produzione di contenuti, affrontare la crisi dell'editoria e dei produttori musicali.

"Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell".

Dal M5s, l'europarlamentare Isabella Adinolfi parla invece di "una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini". Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. "Oggi il Parlamento Europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale", ha dichiarato il Presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. "Non esiste vera libertà senza buone regole".