Polmonite, oltre 200 casi nel Bresciano. L'assessore:

Polmonite, oltre 200 casi nel Bresciano. L'assessore: "Pensiamo sia legionella"

Prospero Rigali
Settembre 12, 2018

Con il supporto di ARPA si stanno incrociando i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti, con quelle della curva di incidenza dei casi, in attesa degli esiti dei campionamenti delle torri e delle irrigazioni. A partire dal 2 settembre sono stati registrati: 235 accessi in PS, il maggior numero nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7; 196 persone attualmente ricoverate; 12 persone hanno rifiutato ricovero o sono già dimesse; 2 decessi (1 con diagnosi accertata di legionellosi); 12 casi di legionella confermata (compreso il decesso).

Secondo le previsioni degli epidemiologi, nei prossimi due giorni si arriverà a quota 300 e, forse, la flessione annunciata da Gallera è ancora lontana.

Un uomo di 29 anni colpito da una grave polmonite causata dalla legionella è stato trasferito all'ospedale San Gerardo di Monza.

Un ragazzo di 29 anni, bresciano, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo di Monza, collegato alla macchina "Ecmo" per la pulizia del sangue, dopo aver contratto il batterio della legionella.

Ovunque ci siano acqua tiepida e impianti in disuso, con ricambio idrico incostante, c'è il rischio di trovare un ambiente ideale dove la legionella può moltiplicarsi, ma i luoghi con acqua nebulizzata o vapori (docce, rubinetti, climatizzatori centralizzati) sono in teoria i più pericolosi e richiedono costante manutenzione. E come sempre avviene in questi casi, la prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi.

Oltre 200 casi di polmonite hanno colpitola Bassa Bresciana ed è subito scattato l'allarme legionellosi. A confermarlo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha evidenziato come si tratti di polmonite batterica. "I soggetti interessati sono al 70% maschi, prevalentemente anziani o con patologie che comportano immunodepressione", ha aggiunto Gallera. I bambini, i giovani e le persone che non hanno problemi di salute non sono stati colpiti. Trentasette pazienti, compresi due cremonesi, sono ricoverati negli ospedali mantovani. Nove dei 22 sono residenti ad Asola. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nas, si concentrano attorno alla rete idrica dei comuni più colpiti, anche se al momento non emergono interconnessioni tali tra i diversi impianti, da giustificare una contaminazione così ampia.