La Wta difende Serena Williams:

La Wta difende Serena Williams: "Basta differenze uomini-donne"

Quintino Maisto
Settembre 12, 2018

Nel cartoon in questione, un'arrabbiatissima Serena Williams - dai tratti somatici vistosamente esagerati - salta a più non posso sulla sua racchetta. Nella sua arringa difensiva Serena ha sollevato una questione importante, che ha scosso l'establishment del tennis: si è sentita eccessivamente penalizzata per un comportamento che, sostiene, se fosse stata uomo, le sarebbe stato perdonato. Ha senso che una donna denunzi del sessismo riguardo a decisioni volte ad avvantaggiare il suo avversario, se è un'altra donna? Perchè è soprattutto sul piano mentale che la minore delle due sorelle Williams è mancata. A quel punto la Williams non è riuscita più a controllarsi, arrivando a sbottare: "mi hai rubato un punto, sei un bugiardo e un ladro, non arbitrerai mai più un mio incontro finchè vivi, mi devi delle scuse". Serena ha cercato di rimanere in partita, risalendo fino al 5-4, ma nel gioco successivo la Osaka non si è lasciata scappare la chance di coronare il suo grande sogno dopo 81 minuti di gioco.

Per la giovane asiatica è appena il secondo titolo in carriera dopo quello conquistato nella prima parte di stagione a Indian Wells e prima di lei solo altre tre giocatrici non comprese fra le prime teste di serie (Kim Clijsters nel 2009, Flavia Pennetta nel 2015 e Sloane Stephens lo scorso anno) erano riuscite ad aggiudicarsi lo Slam a stelle e strisce. "Naomi ha giocato un match fantastico e ha meritato di vincere".

Chi dice che la vignetta è razzista punta il dito contro: le labbra eccessivamente esposte della Williams; l'enfasi sulla sua corporatura sgraziata ai limiti del "gorrilesco"; il fatto che la sua avversaria non sia stata ritratta con le caratteristiche proprie della sua razza (Naomi Osaka è di padre haitiano e madre giapponese) ma come bionda e magra.

Nella vignetta si vede Serena - raffigurata con una fisicità esasperata - alle prese con il giudice di sedia Carlos Ramos durante la finale mentre distrugge la racchetta saltandoci su.