Ponte Morandi, Conte:

Ponte Morandi, Conte: "Revoca della concessione ad Autostrade"

Bruto Chiappetta
Agosto 18, 2018

Poi c'è l'aspetto economico.

"Qualora ce ne siano le condizioni".

E' l'articolo 9 della Convenzione Unica che disciplina la 'decadenza della concessione' a prevedere, secondo quanto si legge nel testo pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture, che "la decadenza della concessione puo' essere dichiarata se perdura la grave inadempienza da parte del concessionario rispetto agli obblighi previsti'". Sono cinque punti e cominciano con la "revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia".

Di Maio continua: "La Borsa aveva condannato Atlantia già prima che il governo annunciasse il ritiro della concessione autostradale". Se questi soggetti non sono in grado di fare la manutenzione, lo farà lo Stato. "L'atto di revoca" delle concessioni, si legge, "è stato annunciato dal presidente del consiglio in persona, e lo sta istruendo direttamente insieme al ministro Toninelli e li ringrazio a nome di tutto il Movimento per quello che stanno facendo in questi giorni". Per molti il crollo del viadotto a Genova implica queste gravi inadempienze, ma a oggi - e ci vorranno tempi lunghi - non si può ancora dire quale sia il motivo che ha causato il crollo e, di conseguenza, è impossibile accollare colpe dirette a chiunque. Ci sono tutte le ragioni per recedere dalla concessione senza pagare penali. "A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano". Gli azionisti della cordata Schemaventotto erano Edizione (la holding della famiglia Benetton), Fondazione Crt, Acesa Italia, Ina, UniCredito Italiano e Brisa (qui la lista dettagliata). Poi il leader del M5s conferma che saranno desecretati "tutti i contratti dei concessionari autostradali e mostreremo questa vergogna al mondo intero". "Di tutto il resto parleremo soltanto dopo". È l'importo dell'indennizzo che il ministero dei Trasporti dovrebbe versare ad Autostrade per l'Italia in caso di revoca della concessione. In sostanza possono far marcire le autostrade e non rischiano nulla, il loro guadagno è garantito comunque.

E gli esponenti del governo - Di Maio, Salvini e Toninelli - già poche ore dopo l'incidente avevano accusato la società per il disastro che ha provocato 39 vittime. "Di fronte a 40 morti non ci sono clausole che tengano". Ma qui stiamo parlando di un contratto ad Autostrade per l'Italia che prevedeva degli obblighi che per noi non sono stati rispettati. Se l'eventuale revoca della concessione fosse inoppugnabilmente giustificata dal punto di vista giuridico, non sarebbe un paradosso che chi ha sbagliato (sempre in ipotesi) incassi 20 miliardi? Proprio a loro, ai morti e ai loro parenti, ai feriti, ai tantissimi che sono momentaneamente sfollati, e a una città lacerata e tagliata in due, dobbiamo il nostro impegno a non arretrare di un millimetro. "Riteniamo questo scenario improbabile", afferma Banca Akros.

A confermare la linea dura è il vicepremier Matteo Salvini: "In Consiglio dei Ministri abbiamo approvato l'avvio dell'iter per la revoca della concessione - ha detto a Tgcom24 - nel governo non vi è nessuna divisione" sulle concessione.