Unicredit, dalla Turchia un colpo da ko

Unicredit, dalla Turchia un colpo da ko

Bruto Chiappetta
Agosto 12, 2018

Le azioni della banca milanese pagano pesantemente la forte svalutazione della lira turca. A pesare sui corsi azionari è la forte svalutazione della lira turca, che sta penalizzando tutto il comparto bancario europeo.

UniCredit molto debole in apertura con un calo fino a 4% circa rispetto all'indice delle blue chip che perde 1,25% e quello delle banche europee in calo di 1,31%.

Alla fine del 2017 le banche italiane erano esposte nei confronti della Turchia per 16,8 miliardi di dollari con ulteriori 5 miliardi di dollari di potenziale esposizione determinati da contratti in derivati, estensione di garanzie e linee di credito.

Unicredit a fine giugno scorso aveva finanziamenti verso controparti sovrane, ripartite per Stato controparte, pari a 165,18 milioni di euro per quanto riguarda la Turchia. Quella delle banche italiane è salita di oltre 3 miliardi.

Dalla relazione semestrale dell'istituto guidato da Jean Pierre Mustier, documento pubblicato proprio oggi, emerge che "la situazione di incertezza economica e politica esistente in Turchia e Russia è stata oggetto di considerazione nei processi valutativi afferenti le attività nette detenute dal gruppo in quei Paesi". UniCredit detiene il controllo della banca turca Yapi Kredi. Il restante 18,1% è flottante sulla Borsa di Istanbul.

Yapi è consolidata a patrimonio netto e il contributo a conto economico è meno del 2% dei ricavi del gruppo, hanno detto il 7 agosto i vertici di UniCredit presentando i conti del trimestre.